Scarsa condizione, sfortuna e voci di mercato: così Dzeko per la Roma non è più intoccabile

Nonostante per allenatore e compagni il bosniaco sia un leader fondamentale, il suo ingaggio pesa sul bilancio. E il club cerca soluzioni alternative

La Roma non è Dzeko dipendente”. Fonseca lo aveva dichiarato qualche settimana fa, alla vigilia di Milan–Roma e i numeri del bosniaco nel postlockdown, parzialmente, sembrano aver confermato quanto detto dal tecnico portoghese: dopo la straordinaria doppietta siglata contro la Sampdoria, il centravanti bosniaco ha fatto fatica a trascinare la sua Roma durante il blackout contro Milan, Udinese e Napoli.

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 Sarà la stanchezza per averle giocate praticamente tutte (in Serie A è rimasto in panchina solo nel ritorno contro il Cagliari, in Europa League nell’andata con il Wolfsberger e in Coppa Italia ha saltato Parma e Juventus), il grande caldo che lo ha fatto uscire da San Siro scuro in volto oppure il pizzico di sfortuna nel palo/traversa colpiti al Rigamonti contro il Brescia: fatto sta che Edin da 5 partite a questa parte è rimasto a digiuno.

Un calo di condizione e di prestazioni che ha favorito il ritorno al gol di Nikola Kalinic: persino il croato è andato a segno più del bosniaco nelle ultime sette partite. Dzeko, nonostante tutto, rimane il grande leader di questa squadra: 17 gol e 10 assist in stagione, 14 e 3 in campionato, 3 e 3 in Europa. Eppure il suo futuro nella capitale è tutt’altro che sicuro.

Dzeko, la cessione della Roma non è da escludere. L’ingaggio del bosniaco è troppo alto

Già nella scorsa estate Dzeko era stato vicinissimo a lasciare la capitale: Antonio Conte lo aveva voluto fortemente all’Inter per affiancare Lukaku, nella trattativa che sembrava sul punto di essere chiusa poco prima del dietro front bosniaco. Decisivi allora i pressing di Florenzi (“Ti lascio la fascia di capitano”) e Pellegrini che lo aveva “martellato” tutti i giorni di rimanere.

C’era stata poi la promessa di Fonseca e Petrachi di metterlo al centro di un progetto ambizioso, oltre al rinnovo di contratto luccicante: 7,5 milioni di ingaggio fino al 2022. Proprio il suo stipendio, il più alto nella Roma, è troppo dispendioso per le casse di un club con il bilancio profondamente in rosso. La soluzione ideale è quella di estendere l’accordo con la Roma di un anno, al fine di spalmare la cifra. Dzeko sarebbe anche disposto ad accettare l’offerta ma la società ha comunque intenzione di aprirgli le porte per liberarsi dell’ingaggio: non esistono giocatori incedibili al momento e solamente un passaggio di proprietà riuscirebbe a confermare la permanenza dei pezzi più pregiati. Alcuni mesi fa, poi, la notizia di un addio di Dzeko era già cominciata a girare per Roma: parole che non avevano fatto piacere al diretto interessato, che aveva chiesto alla società di smentirle ufficialmente.

Il vuoto che lascerebbe il capitano bosniaco negli slot d’attacco della Roma sarebbe forse incolmabile: la manovra della squadra negli ultimi anni si è sempre basata sulla sua qualità palla al piede, oltre alle sue doti sotto porta, senza contare il buon feeling instaurato con Pellegrini. Si aprirebbero dunque le candidature per il suo erede: Edinson Cavani? Arkadiusz Milik? Il ritorno di Patrik Schick? Andiamo per ordine: il centravanti uruguaiano ora in forza al Paris Saint Germain è di fatto una buona occasione, risultando svincolato e acquistabile a parametro zero durante la prossima finestra di calciomercato. Per il Matador rimane il nodo ingaggio: l’Inter Miami di Beckham sembra aver messo sul piatto 12 milioni, cifra utopica per la Roma. Come contropartita viene offerto il suo ritorno in Serie A, campionato con un valore decisamente più alto rispetto alla Major League Soccer americana. C’è poi il discorso con il Napoli per Milik: la Roma vorrebbe provare ad inserire Cengiz Ünder (valutato 30 milioni) nella trattativa per arrivare al centravanti polacco, ma De Laurentiis ha già altre proposte. La Juventus, per esempio, sarebbe disposta a pagare cash il prezzo per aggiudicarsi il cartellino del giocatore, forte della volontà del giocatore di approdare in una squadra più competitiva e che possa giocarsi il prossimo anno la Champions League. L’altra ipotesi è rappresentata da Schick: il ceco, ad oggi, sembra destinato al ritorno (solo di passaggio) nella capitale, dopo le lunghe trattative inconcluse con il Lipsia e l’inserimento nella corsa del Milan (il nuovo tecnico Rangnick lo considera come prima scelta per l’attacco rossonero). La Roma però al momento non sembra volersi privare delle entrate garantite da uno dei giocatori con più mercato. C’è da ricordare poi il fallimento di Schick nelle sue precedenti stagioni in giallorosso. Insomma un buco davanti difficilmente colmabile dal ceco. “Roma è casa, qui voglio vincere”, aveva dichiarato Dzeko fresco di rinnovo: Edin ci proverà fino alla fine, con il discorso Europa League ancora tutto da scrivere. Poi, per il suo futuro, si vedrà.

FONTE SAVERIO GRASSELLI

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