Calcio, un algoritmo per lo scudetto. Se la serie A dovesse fermarsi di nuovo peseranno anche i punti conquistati in trasferta

TORINO. L’algoritmo è un procedimento che risolve un problema grazie ad un numero finito di istruzioni. Raccontato così appare anni luce lontano da tutto ciò che dovrebbe, al contrario, essere deciso sul campo.

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Cosa c’entra, dunque, la ripartenza del campionato e l’algoritmo? Tutto nasce dal quadro di estrema incertezza in cui la nostra serie A è chiamata a muoversi ora che il via libera del governo è arrivato. Ricominciare non vuol dire tagliare il traguardo delle dodici giornate più quattro recuperi ancora in agenda e, così, ecco il piano B spezzato in due parti: playoff e playout se si dovesse staccare la spina ancora una volta, ma non definitivamente e algoritmo qualora la Figc fosse costretta, alla luce di un eventuale cambiamento dell’attuale trend dei dati dell’emergenza sanitaria, ad interrompere la stagione dando appuntamento a quella successiva.

Il piano B nella sua duplice versione verrà reso noto l’8 giugno, data del Consiglio federale dove le componenti verranno messe a conoscenza del lavoro e delle prospettive del presidente Gravina. In che cosa consisterà lo strumento che deve risolvere l’eventuale corto circuito in caso di sipario sulla A? Le prime indicazioni raccontano di una media costruita attorno al rapporto fra punti conquistati dai singoli club e le partite disputate dagli stessi con una nuova variabile: verrà dato un peso specifico alle gare in trasferta dove, si presuppone, fare bene è più complicato rispetto alle fatiche casalinghe. Innovativo, ma più confidenziale con il mondo dello sport sarebbe la soluzione ai playoff o playout: sei o 8 club si giocherebbero il titolo, sei la retrocessione.