Caos ripartenza: la rivolta dei calciatori

 – I calciatori incrociano le gambe. Non è una questione di soldi, ma è anche una questione di soldi: al di là dei timori per la salute dei propri assistiti, l’Associazione Italiana Calciatori si mette di traverso e contesta la decisione del Consiglio Federale per quanto riguarda l’ampia manovra amministrativa consentita ai club sulle garanzie da presentare per le iscrizioni ai campionati e – conseguentemente – per il pagamento degli stipendi. Ieri il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha annunciato interventi per un miliardo di euro per sostenere il Sistema sportivo italiano.

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LA RIVOLTA DELL’AIC – All’indomani del Consiglio federale l’Assocalciatori si è ritrovata per opporsi alle decisioni prese dalla Federcalcio. «E’ forte la delusione nell’apprendere che i club di tutte le serie professionistiche potrebbero iscriversi al campionato 20/21 a fronte del pagamento di un solo mese di stipendio del periodo marzo-giugno 2020 – si legge nel comunicato dell’Aic – si tratta di norme programmatiche irricevibili che pregiudicheranno la tranquillità economica della maggior parte dei tesserati professionisti. La Federazione è intenzionata a controllare per l’iscrizione di fine agosto (termine della stagione 19/20 prorogato durante la stessa riunione) l’avvenuto pagamento delle retribuzioni di marzo, aprile e maggio 2020 per tutte e tre le categorie professionistiche con la particolare previsione che – in caso di contenzioso per le mensilità di marzo e aprile – si dovrà dimostrare il pagamento della sola mensilità di maggio 2020. La nostra Associazione auspica l’adozione di un sistema che favorisca le intese collettive». Rivendicato lo status da professionista per le calciatrici della serie A.
PROTOCOLLO PARTITE – Il nuovo dispositivo perle partite imporrà nuove regole per i club che dovranno far fronte a un protocollo piuttosto rigido. Le partite si giocheranno in tre differenti orari: 16.30-18.45-21. All’interno degli spogliatoi verranno utilizzati separatori per i lettini dei massaggi, consentito l’utilizzo moderato di macchinari fisioterapici e medici, necessarie le sale separate per i test antidoping. Del tutto abolito il protocollo dell’ingresso in campo: niente mascotte, nessun bambino in campo, niente foto di squadra, nessuna stretta di mano tra capitani e con arbitri e assistenti. Durante la partita, i calciatori non potranno più protestare con gli ufficiali di gara, e dovranno restare a non meno di un metro e mezzo di distanza dall’arbitro.
INNO AL GIOCO – «La delibera adottata è un inno al gioco – afferma il Presidente della Figc Gravina in una lettera aperta alla Lega Pro – si desidera scendere in campo ovviamente tenendo in massima considerazione la tutela della salute di tutti i protagonisti. Il percorso prevede la ripresa regolare del campionato solo se nelle prossime settimane i protocolli sanitari divenissero pienamente applicabili anche in Lega Pro. In caso contrario, individueremo un nuovo format per far disputare in sicurezza – più avanti nel tempo – sia play off che play out, affinché siano i risultati del campo a determinare le promozioni e le retrocessioni».

FONTE   IL TEMPO – PIERETTI

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