Pallotta-Friedkin, si riparte. Il taglio costi aiuta la Roma del futuro

L’ok sugli stipendi riavvicina le parti. Però a fare la differenza sarà il bilancio

Un raggio di luce, un segnale nella tempesta. L’accordo sul taglio degli stipendi raggiunto dalla Roma e i suoi giocatori (compreso lo staff tecnico) è comunque un primo segnale positivo verso la ripresa. Quella stessa ripresa che, da qui all’estate potrebbe riguardare anche la trattativa per la cessione del club dall’attuale proprietario (James Pallotta) a quello designato da tempo (Dan Friedkin), scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

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E, in tal senso, il taglio degli stipendi è appunto un primo indicatore positivo. Perché se è vero che in gran parte sposta il peso economico sul prossimo esercizio (dove però la Roma punta a migliorare i conti tra monte-ingaggi e plusvalenze), è anche vero che permette al bilancio finale di questa stagione di non sprofondare verso il baratro rosso.

L’accordo raggiunto tra squadra e club prevede la rinuncia alla mensilità di marzo e la spalmatura di quelle di aprile, maggio e giugno sul bilancio 2020-21. Per tutti, anche su rumours parlano di una possibile esenzione per quelli che guadagnano meno (Cetin, Fuzato e Ibañez). Questo nel caso che si torni a giocare (con la possibilità di recuperare quanto perso tramite premi ad obiettivo). Se invece non si dovesse riprendere, la rinuncia sarebbe a tutte e 4 le mensilità.

Ovviamente non può bastare ciò per riallacciare i fili diretti tra Pallotta e Friedkin, ma è un primo segnale di riavvicinamento. Perché Friedkin, in caso, erediterà un bilancio meno catastrofico (il rischio era -140 milioni) e perché Pallotta – che presto coprirà del tutto la sua quota parte della ricapitalizzazione, 135 milioni su 150 – potrà presentare una Roma migliore come conti.

Il passaggio chiave ci sarà il 30 giugno, alla chiusura del bilancio (firmato da Pallotta). A quel punto, probabilmente, riprenderanno le trattative. Ma ad un prezzo inferiore rispetto ai 710 milioni del precedente deal. E con una due diligenze da rivedere.

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