Valeria Biotti….La pancia del tifoso   “A Fiumicino, con Mkhitaryan, io ho visto Edin Dzeko”

 

 

Il nome di Mkhitaryan è un nome epico. Un epos recente, contemporaneo. Da “Trono di Spade”, per capirci. L’assonanza con la casata destinata a regnare mi è giunta alle orecchie e al cuore subito: c’era bisogno di un gran colpo. Il gran colpo è arrivato.

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Un colpo da andare ad accogliere a Fiumicino. Per fare, oggi, qualcosa di ancora genuinamente giallorosso; per poter raccontare, un domani, di esserci stati. E per correre a vedere che luce abbia negli occhi, che voglia di essere protagonista, di farsi amare, lasciare un segno.

 

Nei nostri, di occhi, oggi, ci sono miriadi di emozioni. C’è la speranza di chi aveva quasi smesso di crederci, l’esaltazione di chi sa godere ancora del momento, nudo e puro. C’è un’identità profonda e radicata, che grida; la storia passata, imbrigliata, che scalpita. La rabbia di sapere che sarà dura e la determinazione di chi è abituato a lottare: perché il calcio, a noi, non ha mai regalato nulla.

 

Ma Mkhitaryan, oggi, è l’uomo del destino. Venuto per dar nome al nostro nome, qualità alla nostra qualità. Intelligenza, brillantezza. E novità. Quel quid di diverso che, finalmente, possiamo osservare con curiosità. Una scommessa che non è solo figlia della necessità, ma della voglia di osare. Di andarci a prendere qualcosa che sia “da Roma”. Perché si marchi ancora la differenza netta tra ciò che è alla nostra altezza e, invece, un onorevole ripiego. 

Fonseca chiede ai suoi coraggio, carattere, voglia di dominare. Eccoli – finalmente – anche in una scelta di mercato.

 

E allora, tra i cori e le sciarpe giallorosse, non mi parrebbe assurdo scorgere lui. Mischiato tra i tifosi, con le braccia alzate, mi sembra quasi di riconoscere Edin Dzeko. Canta. Ed è felice. É felice perché sa che adesso sarà meno solo. Si divertirà da matti e vivrà l’ennesima rinascita. Ride, Edin, perché oggi la Roma gli ha fatto un regalo. E ha la faccia di noi da bambini, quando abbiamo ricevuto un pallone nuovo. 

Oggi, a Fiumicino, sono arrivati due calciatori. Mkhi e Dzeko. Adesso, sì, “ricomprato” davvero. Adesso, sì, destinato a regalarci ancora qualcuno dei suoi anni migliori.

 

Fonte   Valeria Biotti  Corriere Dello Sport del  04/09/2019

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