Valeria Biotti “Rione e borgata, due anime della stessa Roma”

img_20190516_1628317854951934372588045.jpg

Sarebbe facile dire Trastevere è “Roma-Roma” e Tor Sapienza borgata. Ma sarebbe sciatto, ingeneroso; per una città così dannatamente complessa, così straordinariamente articolata. Una Roma spaparanzata e ripiegata sulle sue contraddizioni. Una Roma stanca. Che spesso cede alla tentazione di focalizzarsi sulle differenze, quando una volta era orgogliosa delle mille lingue che sapeva parlare, delle mille storie che poteva raccontare.

Tor Sapienza e Trastevere, ad un’occhiata distratta, possono sembrare Paesi lontani, epoche diverse. Ma Roma non merita alcuna distrazione. Roma rapisce, conquista. Non si tocca con i guanti: con Roma ci si mischia. E in ogni centimetro di Roma c’è orgoglio e battaglia.
Chi ci capita, per caso o per scelta, gira a naso in sù, sgomento e curioso; ma poi è costretto ad abbassare lo sguardo, tradito dal terreno e dallo sporco. Roma è alto e basso. É capo e piedi. Per vedere e per non cadere. Va bevuta alla goccia; e allora sì, che si cade. Ubriachi del troppo in cui esplode: troppo bella, troppo rumorosa, troppo poetica, troppo violenta.

Bisognerebbe vivere per sei mesi in ogni quartiere. Appiccicarsene sotto pelle il battito e le difficoltà. Il cigolio delle anziane che fanno la spesa col carrello. Il rombo sgangherato dei furgoni carichi di adolescenti adulti: fanno la ronda tra i palazzi occupati e ondeggiano la testa, tra rap e trap. I ristoratori che passano lo straccio di notte, perché l’ultimo cliente proprio non voleva andar via. Le sassaiole tra poveri, che “fanno le squadre” in base alla lingua che biascicano. I laghi di gente che girano per i vicoli, ma cambiano faccia ogni sera. La protervia di chi pensa che pagando può avere tutto. La generosità di chi spezza il pane e lo divide. La musica dalle finestre. I panni stesi. Chi cerca un colpevole e chi vorrebbe solo tornare a vivere decentemente. Chi ringrazia il Padreterno perché si sveglia a Roma ogni giorno e chi vorrebbe solo riuscire a dormire.

E allora sarà profondamente romantico seguire il cammino di Trastevere e Tor Sapienza. Perché tra mille differenze, solo apparenti, grideranno in campo la stessa voglia: quella di rappresentare la propria gente con orgoglio. Quella di buttar dentro la palla. Di non prenderle e di darle. Di farcela, insomma. Come vorrebbe farcela il quartiere, ogni ragazzo di Roma. Come vorrebbe farcela la Città

Fonte  Valeria Biotti  Corriere dello Sport  del  15.08.2019

Speaker Retesport    fm  104,200 

dal  lunedì  al sabato ore  18-20

20190611_081010520735857.png