Stadio Roma, il sindaco di Fiumicino: “Giallorossi interessati. Con noi tempi dimezzati e costi ridotti”

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Esterino Montino ha fatto chiarezza sulla possibilità di costruire l’impianto a Fiumicino, nei terreni alle spalle del centro commerciale del Parco da Vinci: “Non c’è bisogno di varianti sostanziali, con le nostre procedure tempi abbattuti”

La Roma si muove per il progetto stadio. Oggi è andato in scena un incontro con il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, con l’obiettivo di valutare e approfondire l’ipotesi di uno spostamento dell’impianto. Visti i continui intoppi nell’iter per la costruzione a Tor di Valle, il vicepresidente Mauro Baldissoni sta lavorando anche ad altre possibilità. Lo stesso sindaco Montino ha confermato all’agenzia Dire: “Si tratta del quarto incontro tecnico che facciamo per valutare la fattibilità dell’eventuale progetto. Da parte della società giallorossa l’interesse c’è. E’ chiaro che non vogliono più perdere tempo. Ci tengo a precisare – continua il primo cittadino di Fiumicino – che questa proposta non è in concorrenza con nessuno. Se non dovesse realizzarsi il progetto di Tor di Valle, la Roma sa che qui, a pochi chilometri da lì, ci sono 400 ettari di terreno completamente edificabili pronti ad ospitare lo stadio, con tempi di realizzazione che sarebbero dimezzati rispetto al progetto originale”. I terreni in questione si trovano alle spalle del centro commerciale del Parco Da Vinci.

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Il 14 giugno scorso dichiarò che servissero nuove verifiche da entrambe le parti. Oggi Sindaco si è tenuto un nuovo incontro con l’As Roma. Può confermarlo? Che aggiornamenti ci sono?
Si c’è stato, confermo. Con i vertici della Roma ci siamo incontrati, è la quarta volta e l’ho detto più volte: anche oggi era un incontro non decisivo, non da parte nostra ovviamente, perché la Roma in quanto società voleva capire meglio un’eventuale tempistica, per evitare di non passare dalla padella alla brace come si dice. Evitare così lungaggini ulteriori, nell’eventuale passaggio a Fiumicino. Giustamente l’As Roma vuole avere la certezza di un percorso non facilitato, ma normale e che sia dentro tempi umani. Sul piano della tempistica abbiamo risposto che, essendo un’area edificabile da tantissimo tempo, molto più grande, potranno scegliere dentro un comparto di 400 ettari e hanno bisogno di 50 ettari, con addirittura atti e convenzioni esecutive, senza bisogno di varianti sostanziali. E’ un’area facilitata anche in termini di procedura, che si può fare sulla base della legge n.36 della regione Lazio articolo 1. Al netto di tutti i permessi necessari, si potrebbe fare entro 18 mesi massimo. Abbiamo parlato con la Roma, offriremo loro nuovi elementi nel mese di agosto alla società. Poi dopo è chiaro che c’è un dato più sostanziale che riguarda la Roma che è ovviamente la fuoriuscita dalla situazione di Roma.

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Sono trascorsi 2740 giorni dal lancio del progetto stadio della Roma e sono cambiate tre giunte comunali. Ha il sentore reale che le trattative tra l’As Roma e la giunta grillina si siano complicate a tal punto da naufragare?
Per delicatezza e rispetto della Sindaca Raggi, non voglio infierire su nessuno e mi astengo da considerazioni critiche. Sono passati 3 sindaci e 3 Papi, è evidente che per un investitore privato che cerca di fare un investimento importante, veder trascorrere tutti questi giorni porta a dalle criticità. Credo sarebbe accaduto a chiunque. E’ chiaro che ci sia qualcosa che non funzioni. La mia disponibilità dall’inizio non è stata mai in concorrenza con quella di Roma. Ho sempre detto: se per caso per una serie di motivi, spero di no, a Roma non si dovesse fare, sappiate che a 7 km in un’area infrastrutturata avete la possibilità di farlo

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E’ previsto un viaggio di Pallotta nella capitale a settembre. Ha mai sentito telefonicamente o in conference call il presidente giallorosso?
No non ho mai sentito Pallotta, ma nei primi incontri ho avuto modo di conoscere anche dei tecnici americani vicini al presidente. Un procuratore legale e un tecnico americano vicini al presidente giallorosso.

Quali sarebbero i vantaggi per il club giallorosso, qualora si desse il via all’operazione Fiumicino?
A Fiumicino si parla di stadio e quello che è connesso allo stesso con la parte commerciale e gli uffici. Non sarà presa in considerazione la parte residenziale, i famosi palazzoni. L’investimento sarebbe decisamente inferiore in merito alle cubature rispetto a quello attuale. Questa è un’area fortemente infrastrutturata, perché siamo al fianco dell’A12 e della Roma-Fiumicino, con due caselli già programmati che si immetterebbero, già appaltati e che si faranno a prescindere. Uno di competenza della Regione, l’altro è di competenza degli aeroporti romani, Cargo City. C’è la ferrovia, come è noto, ed è ad alta velocità, va dentro l’ aeroporto e passa esattamente a 2 km dall’area dove si farebbe lo stadio, per coprire 2 km basta poco, dalla ferrovia di parco Leonardo si scavalca l’autostrada e si raggiunge lo stadio, quindi avremmo anche il collegamento su ferro. Abbiamo diverse altre opere infrastrutturali non impegnative sotto l’aspetto finanziario da poter concretizzare. Inoltre non stiamo vicino al Tevere e non c’è alcun rischio idrogeologico.

Quanto costerebbe il progetto rispetto al miliardo attuale?
Molto molto meno. Stiamo parlando di uno sviluppo pari a 100mila metri di superficie rispetto a parecchie centinaia di migliaia su Roma. Sono due cose completamente diverse, poi non sono nelle condizioni di dire il valore preciso. Finché non avremo progetti e valutazioni direi cose campate in aria.
Ci sarebbero possibilità di ridurre anche i tempi quindi. Lei parla di 18 mesi.
Sì, mi riferisco all’inizio dei lavori. Se fosse per le nostre procedure comunali, visto che non c’è bisogno delle varianti sostanziali, parlerei di mesi. Ma siccome bisogna fare la valutazione di impatto ambientale che è in capo alla Regione, mi tengo prudente. Io non posso controllare il percorso, ma anche la Regione credo non abbia grandi difficoltà davanti a una scelta di questa natura. Per questo ho azzardato i 18 mesi. Se troviamo subito l’intesa potremmo ridurlo di un bel po’ questo periodo.

In tanti leggono in questo incontro per Fiumicino una manovra della Roma per forzare la mano con l’amministrazione capitolina.
Le intenzioni le vedremo alla fine. Non credo che per quattro volte di seguito si sposti i tecnici, i vicepresidenti per fare una discussione di merito e di dettaglio con carte, senza avere un certo interesse. L’interesse credo ci fosse, legato al fatto che se Roma dovesse restare incagliata, magari per offrire una soluzione vera e concreta. C’è una parte di verità, di tentativo di avere una risposta.
Avete fissato un nuovo incontro?
No, non l’abbiamo fissato. Ci siamo salutati per le ferie, poi al nostro rientro nei primi di settembre ci sentiremo e capiremo gli sviluppi. Ci sarà qualche settimana di riflessione per noi e credo anche per loro, ma poi a settembre ci risentiremo.

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