Raiola & co.: i signori della commissione e la giungla del mercato

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I procuratori si fanno ricchi con le intermediazioni dei trasferimenti: all’agente di De Ligt ben 10,5 milioni. Ma è un fenomeno globale: quasi 2 miliardi in 5 anni

Quanto è costato l’acquisto di De Ligt alla Juventus? 75 milioni. Anzi no: 85,5. I 10,5 milioni di differenza sono i cosiddetti “oneri accessori”, cioè la commissione pagata all’agente del calciatore, Mino Raiola, per l’intermediazione nell’affare. L’occasione ideale per tornare a parlare di un fenomeno figlio del calcio business: lo strapotere dei procuratori.

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La Juve fa da “cavia” perché è l’unica società italiana, per doveri di trasparenza nei confronti del mercato borsistico, a divulgare l’entità delle commissioni delle singole operazioni. Ma non significa che solo i bianconeri paghino i procuratori così profumatamente, tutt’altro. Basta scorrere l’elenco dei compensi annuali agli agenti, diffuso dalla Figc: nell’anno solare 2018 l’Inter è quella che ha sborsato di più in Serie A, 24,9 milioni, poi la Juve a quota 24,3, quindi la Roma a 23, il Milan a 16,7, il Napoli a 14,2 e via via tutte le altre.

In realtà gli enormi guadagni dei procuratori sono un fenomeno globale, come documenta il report della Fifa «Intermediaries in international transfers 2018». La Gazzetta dello Sport scrive che negli ultimi cinque anni sono stati spesi quasi 2 miliardi di dollari per le commissioni agli agenti nell’ambito dei trasferimenti dei calciatori

“Tutte le società sono sotto scacco. Sarebbe ora di porre fine a questo malcostume”, ammette il dirigente di un club di Serie A che preferisce l’anonimato. Ci sono super-agenti in grado di influire sulle scelte di una società e sui destini di un calciatore, esercitando in qualche modo un diritto di proprietà sullo stesso. È il caso, per esempio, delle convenienti operazioni a parametro zero: trovo mesi prima l’accordo col calciatore in vista della scadenza, risparmio sul costo del «cartellino» e sono ben contento di riconoscere una commissione all’agente.
Le regole andrebbero riscritte ed è ciò che sta provando a fare la Fifa di Infantino, con l’annunciata riforma che dovrà entrare nel 2020. Le ipotesi allo studio? Nuovo albo per gli agenti, tetto ai compensi, pubblicazione delle cifre di ogni operazione, divieto di doppia rappresentanza. Basteranno?

FONTE     Gazzetta dello Sport

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