Valeria Biotti…..le interviste

LA ROMA DI MAGGI:

<< NOI, DISAMORATI >>

“Sono deluso, abbiamo perso l’entusiasmo. I tifosi non possono amare Fienga e Baldissoni…”

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L’esordio in teatro con Gassman 40 anni fa, “Sapore di mare” e la carriera brillante da doppiatore. Fino al Nastro D’Argento per “Stanlio e Ollio” e la dedica all’amico Frizzi, prestando la voce a Woody, in Toy Story 4. L’amore per il calcio e per la sua Roma.

 

Lui è Iron Man. Ma, se preferite, è Tom Hanks, o Bruce Willis, Gary Oldman. Non solo Robert Downey Jr, dunque, ma anche John Turturro, il commissario Winchester dei Simpson e Woody, il cowboy più famoso del momento. Più propriamente, Angelo Maggi è la voce di tutti questi volti. Ex calciatore – arrivò fino alla Serie C – tifoso fino al midollo, mi mostra una azione dell’AS Roma, acquistata per 5.000 lire nel lontano 1983.

 

Angelo, prima di parlare del Maggi calciatore e tifoso, che momento è per te?

Per me oggi è il top. Debuttai nel 1980 con lo spettacolo “Fa male il teatro” in cui Gassman era l’antagonista di sei promettenti giovani attori. Vittorio ci fece da spalla. Lui. A noi. 
L’anno successivo feci “Sapore di mare” con Vanzina. Avevo 22 anni e mi sentivo arrivato. Fu mio padre a spingermi verso il doppiaggio. Era un cineasta: aveva una casa di produzione – la Filmar – che produsse “Il colosso di Rodi”, il primo film di Sergio Leone. Mi disse: “A moro, vie’ qua. E’ il doppiaggio che ti sostenterà tutta la vita”. Aveva ragione lui.

É dura essere costantemente a confronto con grandi attori?

Da un lato sì. Dall’altra, però, è molto più facile doppiare un Tom Hanks che un attorino della commedia brasiliana. Perché quest’ultimo non ti dà nulla a cui aggrapparti. Con Tom, invece, ti basta seguire lui. Non perdere le sfumature che ti dà. Se gli stai dietro e non lo sovrasti, ti dona tutto.

E doppiare un cartone, invece?

In Toy Story non sono andato dietro a ciò che aveva fatto Fabrizio [Frizzi – ndr]: sarebbe stato uno scimmiottamento. Con Fabrizio, poi, eravamo molto amici. Abbiamo giocato insieme nella Nazionale Artisti, con Massimo Troisi… Woody è “un personaggio buono”. E Fabrizio lo aveva reso splendidamente. Ancora oggi, quando sono di cattivo umore, mi ricordo la sua risata meravigliosa. Ho dedicato interamente il lavoro fatto in Toy Story a lui.

 

Veniamo alla tua grande passione: il calcio

La mia prima partita è stata Roma – Vicenza. 4-1: 11 ottobre 1970.
Da piccolo andavo in Curva Nord, per vedere la Sud. E pure pe’ ariva’ un po’ più tardi [ride]. Oggi l’Olimpico non mi piace più. Sarò uno dei primi abbonati se arriverà il nuovo stadio. Intanto, ho comprato un 65 pollici. Ovviamente non perdo una partita.

Come vedi questa Roma oggi?

Sono un po’ deluso dalla nuova proprietà.
Fino all’ultima di Totti, ogni gol era un saltare in aria, ora non ti alzi più dalla poltrona. Abbiamo perso un po’ di entusiasmo. A parte che quest’anno sapevi che, pure se segnavi, il gol lo prendevi sicuro. E poi c’è il VAR. Io sono un fumantino; ma il VAR è una spada di Damocle che ti reprime. Ovviamente quando si applica a noi. Quando annullano i gol degli altri, invece

Perché deluso dalla proprietà?

Com’è stato trattato De Rossi mi ha fatto male. E sono cose che fanno perdere l’identità ai tifosi. Va bene il fair play finanziario, ma non puoi usare termini come “Asset, Azienda”. Non dico che si debba fare come il povero Sensi che si è rovinato per vincere uno scudetto. Però ci stanno un po’ disamorando. Totti hai finto di tenerlo ma in pratica non l’hai tenuto.
I tifosi non possono amare Fienga e Baldissoni. Loro devono stare nell’ombra. Ma quelli che devono stare al sole e decidere nel loro campo devono essere Totti e De Rossi. Poi ogni anno vendi tutto: mantieni almeno l’ossatura! La Juve ha vinto perché ha avuto la stessa difesa per 10 anni.

Che sensazioni hai per il futuro?

Luca Pellegrini ci roderà più che per Romagnoli al Milan. Ma Spinazzola mi pare un bel giocatore: va sul fondo, veloce, dribla… deve essere titolare. E magari Kolarov può diventare l’altro centrale, insieme a Bartra. Ci ha giocato, ha i piedi buoni: ti fa ripartire l’azione. Può essere, all’occorrenza, un regista difensivo.

Che giocatore è Angelo Maggi?

Io ho giocato fino alla Serie C, con l’Almas Roma del grande Amos Cardarelli.
Ero difensore.
  Marcai Facchin, Governato, Bruno Giordano… una serie di ex giocatori, spesso ale sinistre. Maestrelli mi diede il soprannome di “Tardellino” perché ero secco secco, veloce, giocavo d’anticipo, in tackle scivolato…

Questo in campo. E nel doppiaggio?

É un po’ lo stesso. Quando devo doppiare Tom Hanks, mi ci devo attaccare. Un po’ come il mio allenatore mi chiedeva di incollarmi all’attaccante che marcavo a uomo. Fargli sentire il fiato sul collo. Non va mai perso, non bisogna mollarlo mai.

E, alla fine, il tuo è un lavoro ben fatto se “ci dimentichiamo di te”

Esatto: se convinci tutti che dalla sua faccia stia uscendo la sua voce, anche se è la tua. Il nostro lavoro è una eccellenza italiana, come ha detto Mattarella. E, allora, che vuoi di più?

Fonte : Corriere dello sport, 

Valeria Biotti trasmette , inoltre, sulle frequenze di rete sport 104.200

Dal lunedi al Sabato dalle 18 alle ore 20

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