Iniziate le riprese del documentario su Totti: prima tappa Porta Metronia

img_20190515_2130334637133028806092766.jpg

 – «La vedete quella finestrella? Quando andavo alle elementari il mio gioco preferito era calciare come se quello fosse un tiro a segno. Riuscivo a fare centro almeno 95 volte su 100». Ha dominato gli stadi di mezzo mondo. È, insieme a Maradona e Baggio, l’ex calciatore più conosciuto nel globo. Eppure nel salire quei sei gradini dell’elementare Manzoni, nel cuore di Porta Metronia, si emoziona come un bambino. «Ho i brividi, ci credete?». Francesco Totti è questo. Re e bimbo. Semplicità nell’essere un divo. Praticamente unico. Rientrando in via Vetulonia, dove è nato e cresciuto, Totti torna Francesco. Abbraccia il ristoratore sotto casa, il barista, dà il cinque al pizzettaio, saluta il giornalaio, bacia la vecchia vicina di casa. 

20190524_082726674839895.png

Un quartiere paralizzato per lui. Prima di entrare nella scuola dove ha frequentato le elementari – dove è stato realizzato un murales con un San Francesco da Trigoria – quel fazzoletto di strade alle spalle di piazza Epiro diventa più affollato dello stadio il giorno del Derby. Tutti lì per lui. Per una foto, un selfie, un saluto, un autografo e… per un prestito: «A France’ sto in bianco, mi alzi 100 euro», gli urla un anziano. Lui sorride, poi lo chiama da parte e chiede a un ragazzo della produzione di dare quei soldi al vecchietto: «Grazie, così ci arrivo a fine mese…». Totti entra nel cortile e iniziano le riprese. Attorno a lui tutti i ragazzini della Manzoni. Uno tira fuori un pallone. Francesco non resiste, proprio come tutti noi quando siamo al parco coi nostri figli e dalla comitiva vicino arriva la pallonata: «Passa sghì», dice a Matteo, un bambino della 5 A. Inizia a palleggiare e capisci perché il Dio del pallone lo ha preso in braccio da sempre. Tutti a bocca aperta: il regista ordina di non interrompere le riprese. È la scena più bella della giornata. La registrazione docufilm – diretto da Alex Infascelli, vincitore del David di Donatello per Sis for Stanley, e tratto dal libro Un Capitanoscritto da Francesco Totti con Paolo Condò – proseguirà per le prossime settimane. E farà tappa, con il racconto in prima persona del Capitano, nei luoghi più significati per la vita di Francesco.

FONTE    LEGGO – PASQUALETTI 

20190524_094340909308055.png