Lo chiamavano capitan Futuro

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Scrive Gramellini su Il Corriere della Sera: “Prima o poi tutti prendono congedo, ma con la sensazione di essere vittime di un’ingiustizia e bersagli dell’ingratitudine umana”

Per tre lustri Daniele De Rossi è stato il figlio cadetto di mamma Roma. Lo chiamavano capitan Futuro, soprannome che nacque come augurio e divenne una maledizione. De Rossi si è ritrovato capitan Presente a un’età in cui i campioni come lui cominciano ad appartenere al passato. La generazione di Platini ne aveva consapevolezza e si ritirava al primo accenno di fiatone. Ma con l’evoluzione della specie nessuno si sente più addosso i propri anni e De Rossi non accetta l’idea di essere troppo vecchio per fare il mestiere che gli rende e che gli piace. Succede anche fuori dallo sport. De Rossi è chiunque svolga un lavoro gratificante oltre il quale non riesce a scorgere nuove opportunità esistenziali, ma solo il viale del tramonto. Prima o poi tutti prendono congedo, ma con la sensazione di essere vittime di un’ingiustizia e bersagli dell’ingratitudine umana. Lo scrive Gramellini su Il Corriere della Sera.

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