“Non escludo il ritorno. Mi garba questa cosa” E se toccasse ancora a lui?

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– “C’è una citazione di un cantautore romano importante, che sulla tomba ha scritto l’epitaffio ‘Non escludo il ritorno’. Mi garba questa cosa qui”: era il 30 maggio del 2017, quando Luciano Spalletti pronunciava queste parole a conclusione della sua ultima conferenza stampa come allenatore della Roma.

“Mi sono innamorato di Roma frequentandola nei due anni in cui sono stato c.t. della Nazionale. All’Olimpico senti la passione da parte di questo popolo che vive il calcio con un’intensità particolare, che per la Roma va fuori di testa. Che vive “per la Roma”. Un ambiente molto passionale, che ti avvolge. Oggi le condizioni non ci sono ma penso un giorno, prima o poi, io andrò ad allenare la Roma”: molto più recenti, invece, tali dichiarazioni, affidate da Antonio Conte, ovvero il tecnico su cui la società di Pallotta aveva sostanzialmente puntato tutto in funzione del rilancio per la prossima stagione sportiva, alle pagine della Gazzetta dello Sport in edicola ieri mattina; gelato una volta per tutte, quindi, l’entusiasmo montato in molti sostenitori giallorossi all’idea che l’ex mister di Juventus e Chelsea potesse accettare la corte della Magica.

In che modo, tuttavia, questi pensieri potrebbero essere legati? È presto detto.

Nella medesima intervista, Antonio Conte ha spiegato la sua voglia di tornare ad allenare in Italia (e fin lì la Roma avrebbe pertanto avuto speranze di riuscita nell’operazione), a condizione di trovare un progetto che gli possa permettere sin da subito di puntare alla vittoria: niente visioni a lungo termine, dunque, ma un instant team composto da campioni già pronti per sollevare trofei (questo il fragoroso punto di rottura fra il mister leccese e i piani di Pallotta & co.).

A questo punto, per Conte rimangono unicamente due strade percorribili: il ritorno alla Juventus, qualora Allegri dovesse effettivamente ‘saltare’, elemento comunque tutt’altro che scontato, vista la grossa stima nutrita dal presidente bianconero Andrea Agnelli nei confronti dell’allenatore livornese; oppure l’approdo all’Inter del ‘vecchio amicoMarotta.

Ecco il punto di connessione tra i due personaggi e le due dichiarazioni in principio citate: l’Inter.

Attualmente, la panchina nerazzurra è affidata proprio a Luciano Spalletti, che tuttavia da tempo non è più ben visto da gran parte del tifo nerazzurro a causa dell’assenza di trofei e gioco negli ormai due anni trascorsi all’ombra della Madonnina. In aggiunta all’opinione del popolo di fede interista, c’è la smania di successi del colosso cinese Suning, che non appare più così certo di voler puntare ancora sull’ex mister della Roma per il futuro ed è assai tentato di affidare la direzione tecnica della propria compagine a chi, invece, di vittorie ha già dimostrato di intendersene eccome: Antonio Conte, appunto.

In mezzo a questo mare di incertezze, c’è la ‘povera’ Roma di James Pallotta, che tanto aveva scommesso sulla possibilità di portare Conte a Trigoria per lanciare un segnale forte e chiaro ai propri fan e alle avversarie. Cosa fare adesso? Confermare il testaccino Claudio Ranieri per dare continuità e puntare sul senso di appartenenza alla causa romanista? Iniziare il corteggiamento nei confronti di un altro allenatore, magari in grado di lavorare con una squadra composta da giovani di prospettiva, come Gasperini?

E se, invece, avvenisse l’imponderabile?

Qualora Conte dovesse realmente scegliere il progetto Inter firmato Suning, Luciano Spalletti verrebbe esonerato e sarebbe libero di accasarsi da qualunque altra parte.

Qualunque altra parte come, ad esempio, la Roma.

Chiariamo: trattasi di semplice e pura provocazione.

Pensandoci bene, tuttavia, si tratterebbe di un quadro che, in caso di matrimonio Conte-Inter, sarebbe in grado di soddisfare più di una parte in causa: innanzitutto, la Roma, che avrebbe la possibilità di (ri)portare sulla propria panchina uno dei migliori tecnici della sua storia, nonché l’ultimo a far alzare dei trofei al club nato nel 1927 e colui in grado di stabilire il record di punti in una singola stagione di Serie A in giallorosso (87); lo stesso Luciano Spalletti, a quel punto senza panchina, potrebbe puntare sulla mission impossible di riconquistare l’amore perduto da parte dei suoi ex tifosi in seguito ai tanti scontri avuti con Francesco Totti nel corso della sua seconda esperienza capitolina.

Già, Francesco Totti, colui che più di ogni altro si opporrebbe a un’ipotesi del genere.

L’ex capitano (a patto che si possa mai definire ‘ex’) giallorosso oggi sembra pronto per iniziare a rivestire un ruolo sempre più importante all’interno del panorama dirigenziale del club di Piazzale Dino Viola ed appare quanto meno surreale che possa scegliere di portare sulla panchina della ‘sua’ Roma un proprio nemico giurato come Spalletti: immaginarli entrambi di nuovo a Trigoria al momento è fantascienza pura.

In questo bailamme di ipotesi, tuttavia, pure la fantascienza può diventare realtà, anche perché “‘Non escludo il ritorno’. Mi garba questa cosa qui”

FONTE   – MATTEO LUCIANI 

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