La resa dei sogni

La Roma non può ingaggiare uno come Conte così come in passato non ha potuto ingaggiare Guardiola, Mourinho, Allegri o Ancelotti

No, Conte alla Roma non verrà. No, levatevelo dalla testa: nessun allenatore di “primo livello” d’altronde ha mai firmato per la Roma da quando Pallotta è presidente. E chissà se mai lo farà. Non è il pessimismo a guidarci, è la storia, è la fredda cronaca sbattuta in faccia all’alba di una gelida mattina di maggio. In quel “non ci sono le condizioni, ma un giorno…” c’è un qualcosa di deprimente, di mortificante.  Soprattutto se poi Conte dovesse accettare la proposta dell’Inter. Insomma come quando una matricola ci prova con la reginetta del ballo, lei ride e ti dice: “Sei simpatico, ma….”. Più che il rifiuto di Antonio Conte, è il motivo per cui arriva il no dopo settimane di voci, trattative e speranze. Quelle lecite dei tifosi, ma pure quelle di Totti che più di altri ha provato a portare Conte a Roma. Senza riuscirci, e forse ingenuamente credendo a un sogno irrealizzabile.

FONTE    F.  BALZANI

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