Con la SPAL c’è Olsen ma Mirante scalpita

  – Oggi alle 18:00 a Ferrara va in scena SPAL-Roma. Partita tutt’altro che scontata con i padroni di casa alla ricerca di punti salvezza ed i giallorossi del neotecnico Ranieri che non possono permettersi errori in oticca corsa Champions, con un occhio inoltre al derby di Milano. A difendere i pali giallorossi ancora lui: Robin Olsen. Ora non ha più scuse. Perché se con Di Francesco ci poteva essere l’alibi di una difesa alta (anche se negli ultimi tempi Eusebio ne aveva abbassato il raggio d’azione) e più esposta agli attacchi avversari, adesso con Ranieri anche questa attenuante viene meno. Difesa bloccata con tre centrali su quattro elementi nella prossima trasferta di Ferrara: più protetto di così, Olsen non può sperare. In un assetto del genere, con il Copenaghen, nella stagione 2016-17, non incassò reti in 27 partite, 19 in campionato, record in Danimarca. A Trigoria si accontenterebbero di molto meno. Perché la buona sorte che accompagna il portiere svedese rischia di non bastare più. Dopo l’acuto nel match contro il Bologna, le incertezze continuano a ripetersi. E se in stagione quelle più clamorose non sono (quasi) mai state influenti sul risultato finale (le ultime della serie: il momentaneo vantaggio di Ciano a Frosinone, il 3-0 di Cataldi al derby, il gol annullato a Krunic l’altra sera, con una parabola che tutto sembrava fuorché irresistibile) minano comunque la fiducia dei compagni.

MIRANTE ASPETTA – A Trigoria nessuno lo dice, ma la verità è che gli svarioni del portiere svedese, non sono rimasti indifferenti alla dirigenza oltre che alla tifoseria giallorossa. Non è un caso che appena arrivato, il tecnico di San Saba – anche pubblicamente – si sia preso un momento di riflessione: «Chi gioca in porta? Vediamo». Poi ha scelto Olsen che tuttavia anche contro l’Empoli non ha convinto. Quello che sorprende del gigante svedese è l’involuzione che lo ha portato negli ultimi match a non azzardare mai le uscite. Nemmeno quando il pallone vaga ad altezza uomo nell’area piccola del portiere, territorio di sua completa competenza. Nella corsa alla Champions, la Roma ha necessità di registrare la difesa (attualmente è la decima del torneo: 37 reti subite in 27 gare ndr). Ranieri lo sta facendo sia attraverso le scelte sia chiedendo ai difensori di giocare meno il pallone. Ora, però, serve che Olsen regali tranquillità ai compagni di reparto. Facendo quello che sa fare meglio: parare il parabile. Anche perché Mirante è pronto e continua a lavorare sapendo che prima o poi potrebbe arrivare la sua occasione. Novanta minuti che hanno un solo risultato per i capitolini: la vittoria e la stessa cosa vale per Olsen, una prestazione convincente, se chiamato in causa, per scacciare via le nubi che si stanziano sul suo nome.

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