La pancia del tifoso – di Valeria Biotti

Nel migliore dei mondi possibili, per me, il triplete è “Champions, Campionato e Lazio in B”.

La Coppa per sentire esplodere il cuore, per iniziare a confidare nei miracoli. Se la Roma vince la Champions, allora, forse esiste anche il Paradiso. In cielo, in terra, ma che ci importa! E’ il tetto del mondo: esiste un panorama ancor più dall’alto?
Lo Scudo, anche lui, per l’esaltante sensazione di estremo possibile. Per credere a un destino che premia chi osa sfidare i pronostici; e bastona, almeno per una volta, i soliti noti, i ricchi, i raccomandati.
Poi c’è il terzo punto. Che nasce proprio dal derby. 

Non voglio negare alcuni dei momenti più intensi della mia vita: Paolo Negro, i 4 gol di Montella, Totti che segna come l’icona Panini e altre mille occasioni, mille. Non voglio dire che non sia strepitoso ritrovarsi 60 file sotto, con le lacrime agli occhi ad abbracciare sconosciuti che diventano fratelli.
Eppure, per me, il derby non dovrebbe esistere. 

La squadra appena uscita dalla serie B d’Europa la immagino piacevolmente combattere nell’omologa categoria nazionale; con buona pace di quelli nati prima e di chi afferma che saremmo cugini, parenti o dirimpettai a vario titolo.

Senti che relax: ognuno a casa propria. Magnifico, senza stress. 

Così non è – in questo momento storico – e ci troviamo, almeno una volta l’anno, nella spiacevole situazione di giocare – sì – all’Olimpico, ma da ospiti. A casa, ma non a casa.
La sensazione è straniante.
Chiudi gli occhi, immagina la scena: infila la chiave, apri la porta di casa tua, entra.
Ecco. In soggiorno ci sono due bambini. Ma non sono i tuoi figli. Ti guardano di sottecchi, infatti, e non ti corrono incontro. Tu, intanto, hai voglia di sfilarti le scarpe e i vestiti della giornata. Ma al posto della poltrona, su cui li avresti poggiati come sempre, c’è una sedia sgangherata. E non puoi nemmeno sederti sull’amato divano. Relegandoti su un banchetto un po’ più in là, l’odioso inquilino del piano di sotto – già in pigiama ancor prima di cena – occupa tronfio il tuo solito posto.
A completare il tutto, deve essere rimasta aperta una finestra: un grosso volatile del tutto fuori contesto plana al centro della stanza.
Sembrava casa tua. Eppure – è evidente – non lo è affatto. E’ inquietante, santo cielo! Liberateci da quest’incubo!

Garcia disse “i derby non si giocano, si vincono!”. Ecco, per me, quantomeno i Lazio – Roma, proprio non si dovrebbero giocare. Ma, nel frattempo, visto che ci tocca, almeno vinciamoli!

Che poi, dice che mettono l’inno a fine partita pure se perdono.
Ditemi voi se non so’ strani…

Fonte: Corriere dello Sport, in data 28.02.2019

Valeria Biotti trasmette, inoltre, sulle frequenze  di Centro Suono Sport 101.5 FM

Lunedì, mercoledì, venerdì (ore 14 – 16): “Io sto con Centro Suono Sport”

Martedì e giovedi (ore 20 – 22): “Abbiamo trovato Centro suono Sport”

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