Dea bendata+Olsen= tre punti

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– Tre punti dovevamo essere e tre punti sono stati, ma ci vuole uno sforzo fideistico al limite dell’integralismo per vedere la Roma meglio di Milan e Inter.

– La fortuna stavolta ha strizzato con forza l’occhio link ai giallorossi, che se fossero andati al cambio campo sotto di due o anche tre gol non ci sarebbe stato nulla da dire.

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– Primo tempo horror, quello della Roma. Il 4-3-3 senza De Rossi anzi, meglio, con Nzonzi è letteralmente improponibile. Il Bologna già a immagine e somiglianza di Mihajlovic ha stravinto ogni duello fisico, raddoppiato in ogni angolo del campo correndo a velocità doppia.

– Tanta frenesia è stata pagata sottoporta dai rossoblù, ipnotizzati da Olsen (di gran lunga il migliore in campo) e dalla suddetto buona sorte che attraverso la traversa ha bocciato i sogni di gloria degli emiliani.

– Il Bologna ha poi pagato la sua irruenza con il fallo da rigore su El Shaarawy, spedito in campo nella ripresa da Di Francesco al posto di un pessimo Cristante.

   – Ma l’ex atalantino non è stato neppure il peggiore. Tante le nomination per finire dietro alla lavagna. Fazio, maggiore indiziato per gli obbrobri sventati da Olsen, si è salvato con la zampata che alla fine è valsa tre punti. Dzeko non è andato nemmeno vicino al ritorno al gol in campionato all’Olimpico che manda da 10 mesi, ma Edin è entrato comunque nell’azione del rigore. Florenzi, bullizzato da Sansone è salito sul podio così come Nzonzi. Ma la maglia nera finisce sulle spalle di Kluivert, confuso e ingenuo. Mai capace di incidere positivamente sul match.

– Tutto è migliorato con l’ingresso di De Rossi, imprescindibile per questa squadra è segno tangibile di come più di qualcosa sia stato sbagliato da Monchi la scorsa estate e lo scorso gennaio.

Dea bendata+Olsen= tre punti

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