Ultimatum giallorosso

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– La reazione c’è stata, ma in classifica non si nota la differenza ed è lì che, invece, c’è bisogno di uno scatto importante per cominciare la risalita. Non bastano gli atteggiamenti giusti né un buon secondo tempo a Torino, non è sufficiente uscire
dallo Stadium con la sensazione di essersela giocata e di avere ancora tutte le ossa al loro posto. La Juventus non ha massacrato la Roma, l’ha battuta con cinismo consentendole di tenere il morale alto, ma non ci si può accontentare di questo, non c’è un premio per chi perde ma evita una goleada, grazie a sant’Olsen e a una difesa meno ballerina del solito. In
qualche modo la sconfitta contro i bianconeri è stata accettata, perché sembrava impossibile immaginare un esito diverso, ma adesso cadono tutti gli alibi e si rialzano le pretese. Sassuolo e Parma sono due ostacoli da superare, non importa se col massimo sforzo, ma necessariamente col massimo risultato: i giallorossi hanno l’obiettivo di «girare» a 30
punti, hanno bisogno di vincerle entrambe, poi ci saranno le vacanze, il calciomercato e partirà la seconda fase di un campionato che sta aspettando chi resta indietro. La Roma è a soli 4 punti dalla zona Champions e tra le squadre in corsa è – sulla carta – la più forte, per cui nulla è ancora perduto. I segnali di ripresa ci sono, Di Francesco proverà a sfruttarli per prendere 6 punti prima delle ferie, altrimenti sa cosa rischia: «Io vivo sempre sotto pressione, alla fine nel calcio paga l’allenatore.  Quello che mi interessa è arrivare al 29 avendo più punti possibili». Pallotta si fida di Monchi, insieme hanno deciso di confermare la fiducia nel tecnico rimandando ogni valutazione alla fine del girone d’andata e se le cose
non saranno andate come previsto ci sarà tutto il tempo di fare la rivoluzione, pescando tra i profili disponibili, anche se nessuno finora li ha convinti al 100%. Di Francesco si tiene stretta la panchina e avrà la possibilità di giocarsi le sue carte migliori nelle ultime due sfide dell’anno. Dzekoha rimesso piede in campo a Torino e si è «beccato» un’altra multa, stavolta da 5 mila euro (2 mila per la simulazione di Napoli) per le proteste a fine gara rivolte al quarto uomo Maresca: voleva più minuti di recupero, più minuti sulle sue gambe dopo lo stop di quasi un mese per l’infortunio al flessore. Almeno una partita tra Sassuolo e Parma la giocherà da titolare, all’abruzzese il compito di gestirlo al meglio. Poi ci sono Perotti in ripresa ed El Shaarawy vicino al recupero, Lorenzo Pellegrini segue lo stesso programma del Faraone (ieri individuale in campo) ma potrebbe aspettare il 29 per tornare tra i convocati. Di Francesco sta ritrovando la sua Roma, pezzo dopo pezzo, e senza l’alibi dell’infermeria piena dovrà provare a migliorare i numeri di questa stagione che vede la squadra a -14 punti rispetto a quella passata, ma comunque agli ottavi di Champions. L’ultimatum è lungo 180 minuti in cui conterà soltanto vincere.

FONTE     IL TEMPO – MENGHI

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