Eusebio (in)colpevole

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Di Francesco imputato numero 1. E’ calato l’amore verso un uomo immerso in equivoci tattici, gaffe di comunicazione e rapporti tesi con società e giocatori

Criticare Di Francesco per quello che dice o quello che fa come allenatore è cosa buona e giusta. Oltreché legittima. Eusebio sbaglia, ha sbagliato e sbaglierà, in qualsiasi panchina si siederà in futuro. Oggi lo guardi e sembra un cane bastonato, di ridere non ha voglia alcuna. Non sembra più in grado di dominare la situazione e non gli fa bene prendersela sempre con i suoi calciatori. L’errore di comunicazione è alla base, scrive Angeloni su Il Messaggero.

Di Francesco si ritrova una squadra non adatta al calcio che aveva pensato. Se la squadra è stata smontata, se qualche acquisto non è stato di suo gradimento, perché non lo ha detto? Se invece era tutto come voleva lui, allora è complice. Delle due, l’una.  Di Francesco si lamenta e fa capire che in panchina ci fosse il nulla. E’ vero, i cambi sono stati cervellotici, comunque entrano Lu.Pellegrini, da tanti considerato il nuovo Roberto Carlos; Pastore, da tanti ritenuto il fiore all’occhiello dell’ultimo mercato, e infine Juan Jesus, sempre quello che ha fermato Messi otto mesi fa. Il problema è che con certe sostituzioni si dà un impulso negativo alla squadra, la si consegna agli avversari. Quindi è un fatto mentale: giocatori sfiduciati, allenatore senza soluzioni.

La Roma è fatta di equivoci tecnici, DiFra subisce e combatte la scarsa fiducia che a Trigoria, in tanti, hanno nei suoi confronti. E’ dura andare avanti così, con la terra bruciata intorno. La Roma è una squadra impostata male (colpe della società) ma non è da metà classifica (colpe dell’allenatore). In questi casi ci si dice addio.

FONTE   ANGELONI

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