Fedeltà Hamsik-De Rossi, le ultime due bandiere

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– Per arrampicarsi con la cresta alta sulla vetta dove stasera pianterà il suo vessillo, Marek Hamsik ha impiegato undici anni e quattro mesi, coronando una romantica rincorsa cominciata il 28 giugno del 2007. Contro la Roma, lo slovacco raggiunge il traguardo delle 511 presenze in maglia azzurra e s’affianca dopo dodici stagioni ad altissima fedeltà a Beppe Bruscolotti, difensore vecchia maniera che portò il numero 2 dal 1972 al 1988, in cima alla graduatoria all time del club. La stessa che dall’altra parte del campo sta scalando Daniele De Rossi (604 caps, oggi, secondo solamente a Totti), con i suoi colori mai traditi. Il calcio italiano riscopre il gusto antico dei giocatori da una maglia sola.

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Hamsik si era già tolto il gigantesco sfizio di portare via il primato dei gol a Maradona. A 31 anni compiuti sta facendo collezione di record grazie a una invidiabile condizione atletica e alla sua correttezza in campo, che durante la sua carriera lo hanno tenuto al riparo da infortuni e squalifiche. I due capitani di fronte nella notte del San Paolo condividono anche la posizione in campo. Registi entrambi, nonostante caratteristiche differenti. De Rossi ha sempre giocato davanti alla difesa. Hamsik ha avuto spesso una pelle nuova, stavolta si è fidato dell’intuizione di Ancelottie si è appena spostato in cabina di regia, immaginando così di potersi allungare la carriera. In estate lo aveva tentato l’avventura cinese, ma pure per la mancanza di un’offerta concreta Aurelio De Laurentiis l’aveva invitato a desistere. «Dove pensi d’andare, Napoli è casa tua…». A spazzare via le residue incertezze era stata soprattutto la telefonata di Re Carlo, che gli ha preparato una metamorfosi alla Pirlo e l’ha piazzato al centro del suo progetto. “In quella posizione puoi darci tantissimo”. Una previsione che si sta dimostrando indovinata sul campo, dopo gli impacci iniziali e l’apprendistato del leader azzurro, coraggioso a rimettersi in gioco. Ne è valsa la pena, per Hamsik. La sorte gli ha regalato un’altra chance di vincere qualcosa d’importante con iL Napoli e nel frattempo può godersi iL prestigioso aggancio a Bruscolotti, che sarebbe sfumato di un soffio in caso d’addio. I 90′ in programma allo stadio San Paolo dopo il 2-2 di Parigi, al di là della grande importanza della posta in palio per la classifica, consegneranno iL capitano alla storia azzurra. Mai nessuno in 92 anni come lui, per reti segnate (120) e prestissimo per presenze. Alla favola manca soltanto il lieto fine di un titolo, che passa anche per la sfida tra bandiere di stasera, contro la Roma di Daniele De Rossi.

FONTE    LA REPUBBLICA – AZZI

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