Roma, avanti con DiFra

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La società ha confermato il tecnico prima di tutto perché crede che non sia lui il (solo) responsabile della situazione, Monchi rimane convinto che un cambio in panchina non sia la soluzione migliore

Non l’ha abbattuto la prima tempesta stagionale e non sarà una pioggia qualunque a farlo affondare: Di Francesco rimane al suo posto, anche se Pallotta per la seconda volta si definisce «disgustato» dalla prova della sua Roma, anche se ne è già passata tanta di acqua sotto i ponti e, se questa pazza meteoropatia non passerà in fretta, i bonus finiranno. Come riporta “Il Tempo”, dopo Bologna i giallorossi sono andati in terapia, speravano nella cura derby, ma è bastata la «piccola» Spal per far tornare i dolori. L’allenatore un po’ se lo sentiva che la crisi non era passata del tutto, «non è finita», ammoniva alla vigilia, e non si sbagliava, perché se in un turno sulla carta agevole si domina senza graffiare un problema c’è (ancora). Stavolta non si è nemmeno pensato al ritiro punitivo: sarebbe stato severo dopo una sola caduta che segue il poker di vittorie a cui si attribuiva un senso di rinascita e comunque oggi dormiranno nel centro sportivo per concentrarsi sul Cska.

Non c’è stato il coprifuoco, ma a Trigoria è (già) tornato il momento di chiudere gli spifferi, concentrarsi sul lavoro, e parlarsi chiaro. Di Francesco ieri ha avuto modo di farlo con i suoi giocatori, oggi come un mese fa è a loro che si chiede qualcosa in più, soprattutto negli atteggiamenti. La società ha confermato il tecnico prima di tutto perché crede che non sia lui il (solo) responsabile della situazione, Monchi rimane convinto che un cambio in panchina non sia la soluzione migliore e vuole fare il possibile per aggiustare personalmente le cose con ciò che gli è più congeniale: comprare rinforzi nel mercato di gennaio, che si preannuncia più attivo del solito, con un paio di colpi possibili per rilanciare la squadra e qualche giovane,  vedi Coric, mandato in prestito a giocare. Poi c’è il discorso dell’alternativa a Di Francesco: Pallotta sogna Conte che non sembra però disposto ad accettare una missione simile, per dì più con un contenzioso aperto col Chelsea (anche se i suoi avvocati starebbero trattando la risoluzione del contratto con gli inglesi), mentre non convincono del tutto né Montella né Paula Sousa, che durante la prima crisi aveva avuto modo di fare una chiacchierata con Baldini, presente a Boston al fianco del presidente nella settimana dedicata alle riunioni coi dirigenti. L’esonero non è stato oltre Oceano e non è oggi un tema, c’è una partita fondamentale alle porte e una se-rie di trasferte impegnative –Napoli, Firenze e Mosca – da affrontare, perciò è meglio tenere alta l’attenzione sul campo e lasciare in stand-by il capitolo futuro. Il calendario fitto aiuta l’allenatore e la Roma, che sa essere grande con le grandi in particolare quando l’Olimpico si fa bello per l’Europa (6 vittorie e 1 pari nelle gare interne di Champions con Di Francesco), ha le potenzialità per cancellare subito lo scivolone con la Spal e ripartire.

FONTE  IL TEMPO

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