La strana storia dell’underdog Santon

screenshot_2018-10-13-10-53-16_1-1070802930.jpg

Underdogs”, così vengono chiamati nei paesi del Commonwealth quelli a cui, per dirla più alla romana “nessuno darebbe ‘na lira”. In termini invece più italiani, si direbbe semplicemente “perdente” o per meglio dire “sfavorito”. Lo era il Leicester del romano e romanista Claudio Ranieri, un underdog, nella stagione 2015/16, quando sotto gli occhi stupiti del mondo intero andava a vincere la Premier League. Lo è oggi, per tornare a Roma e alla Roma, Davide Santon un underdog e scegliere la locuzione inglese, piuttosto che quella italiana, non è forse neanche troppo sbagliato, dato che la storia del calciatore ex Inter, si lega alla perfezione all’Inghilterra e ad una città su tutte, Newcastle upon Tyne, rappresentata calcisticamente, neanche a dirlo, dai bianconeri del Newcastle.

UOMO E GIOCATORE – Una carriera strana, forse stranissima, quella di Davide Santon. A 17 anni il boom all’Inter, con il quale vince tutto. Poi la chiamata in Nazionale maggiore, con la quale fa il suo esordio ad appena 18 anni. Una carriera che sembra essere già in discesa ma ad un certo punto il vento sembra cambiare. Nel 2011 l’Inter lo manda in prestito al Cesena ma il ragazzo non convince ed ecco che nell’estate dello stesso anno i nerazzurri decidono di venderlo in Inghilterra al Newcastle. Anni pieni dall’altra parte della Manica, come giocatore e anche come uomo, un ragazzo che cresce, impara e mette su famiglia con l’inglesissima Chloe Sanderson. Una relazione che lo porta ad essere papà nel 2013, con la nascita della figlia Sienna. Con il Newcastle passa tre anni e mezzo fino a che nel mercato invernale 2015, Roberto Mancini, allora tecnico dell’Inter, lo richiama in quella che da sempre Davide sente come “casa sua”. Le cose vanno, o forse non vanno, di sicuro il Santon 2.0 all’Inter è caratterizzato da alcune luci e molte ombre. Errori imperdonabili, conditi da un periodo storico che non sorride ai nerazzurri ed ecco che da San Siro piovono i fischi. Un rapporto ormai insanabile che si trascina fino all’estate 2018, quando con la sorpresa di tutti, Radja Nainggolan passa dalla Roma alla compagine milanese, con un conguaglio economico di poco più di 20 milioni, oltre che il giovane Zaniolo e Santon.

LA RINASCITA – Un primo periodo non facile, con la tifoseria giallorossa dura, come solo lei sa essere. Il grande rimpianto verso un beniamino come Nainggolan che se ne va e i grandi dubbi sul giovane Zaniolo, mai visto sul campo e appunto Santon, che sulle spalle porta il groppone degli errori negli anni a Milano. La prima parte di stagione non va bene, il campo parla chiaro, la squadra è inguardabile. Piovono i fischi, sui giocatori, sull’allenatore e sul presidente. Arriva la sconfitta per 2-0 con il Bologna e con questa anche il ritiro in vista dei match con Frosinone e Lazio. Contro i ciociari un po’ a sorpresa, anche grazie al riposo in panchina di Florenzi in vista del derby, Santon parte titolare, scavalcando nelle gerarchie il sempre più oggetto misterioso Karsdorp. Una partita impeccabile, condita anche dall’assist per il momentaneo 2-0 di Pastore ma la vera sorpresa arriva tre giorni dopo, il 29 settembre, quando Davide scende in campo, di nuovo dal primo minuto, nella Stracittadina con la Lazio, questa volta con Florenzi a dargli manforte in fase avanzata. E’ un successo, sul campo e nella testa, la Roma vince 3-1 e di nuovo Santon si rende protagonista di una gara ottima. Intervistato nei giorni seguenti al match il ragazzo ha ammesso la sua consapevolezza verso tutte le critiche che gli sono piovute addosso nei suoi primi mesi romanisti, rimarcando però il grande senso di fiducia datogli da compagni e dirigenza, grazie al quale ora, Santon sembra essere un nuovo valore aggiunto per la causa della Roma.

Underdog sì, schiappa no, la strana storia di Davide Santon, un ragazzo con la testa sulle spalle che a poco a poco sta conquistando la Roma e i romanisti.

FONTE      Sara Benedetti