Un brodino caldo per il malato

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– Riusciranno i nostri eroi a non far cacciare EDF dalla Roma? Eccola, la domanda più gettonata nel pre partita. Tecnico in bilico per colpe multiple, il suo destino appeso ai piedi dei calciatori: alzi la mano chi, avvicinandosi alla partita, non aveva pensato a questo. Perché i tecnici, tutti i tecnici, sono bravi soltanto se/quando chi va in campo dà loro una mano a non sembrare banali, dozzinali. Inutili; anzi, dannosi. Un allenatore, del resto, anche quando azzecca in pieno tutte le mosse non ha mai la certezza di andare a dama perché la parola decisiva, quella finale, spetta a chi va in campo. E, al contrario, non sempre le squadre mal guidate vanno a picco: talvolta, è proprio la bravura dei singoli a salvare la baracca. E l’allenatore. Alla Roma, per fare un esempio, non è ancora chiaro se per conquistare 5 punti in altrettante partite abbia prevalso la prima o la seconda ipotesi.

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PARTENZA SPRINT – EDF in bilico fin da domenica sera, cioè dal post Bologna. Aveva detto, Eusebio, che dopo l’inaccettabile, inammissibile (quello sì…) ko al Dall’Ara si sarebbe affidato agli uomini e non più agli schemi, logico pensare – quindi – che gli undici scelti per affrontare il Frosinone (0 reti e un solo punto in classifica) fossero i più virili, i più completi. Traete voi le conclusioni, perciò, analizzando chi si è sistemato in panchina. Ma, vedrete, ci sarà sempre chi vi racconterà che è stato semplicemente un turn over in vista del derby. Chiacchiere e malignità a parte, la Roma riesce a partire forte e a sbloccare subito la partita. Poi, a pioggia, occasioni e altri gol. Una sorta di monologo nella prima frazione, già decisiva, in anticipo sul gol quasi in extremis di Kolarov. Tutto merito degli uomini di EDF o demerito dei ciociari? Chi può dirlo… Ma, vista la situazione, poco importa. Quando sei malato non conta se il brodino te lo porta la nonna o se te lo prepari da solo: l’importante è mandarlo giù, bello caldo.

ASPETTANDO IL DERBY – A conti fatti, i nostri eroi sono riusciti a portare a termine il compito. Non si tratta di un’impresa, ma per il momento va bene così. Aspettando tempi migliori, ovviamente, e anche il derby di sabato. Intanto, la panchina di Di Francesco (per ora) è al riparo da sorprese. Resta da capire se la partita contro il Frosinone ha fornito le indicazioni, più tattiche che tecniche, che l’allenatore andava cercando. La Roma, per la prima volta, è riuscita a non cambiare modulo in corsa e questo potrebbe essere il primo, atteso passo verso la conquista di quell’identità cercata invano da mesi.

FONTE     MESSAGGERO – FERRETTI