La Roma si regala la crisi

I giallorossi vanno avanti di 2 reti ma si fanno rimontare dal Chievo grazie anche agli errori tattici di Di Francesco
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Il mercato e l’allenatore, mai così distanti durante l’estate, non fanno squadra. Così la Roma è in crisi. Perché non riesce a battere nemmeno il Chievo penalizzato e, dopo il deprimente 2-2 all’Olimpico, ha solo 5 punti in classifica e vede la Juve già in fuga a +7, come riporta Ugo Trani su Il Messaggero.

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La Sud e lo stadio fischiano i giocatori. La curva insulta anche Pallotta: i tifosi accusano il presidente per la tripla cessione dei leader Alisson, Nainggolan e Strootman. Di Francesco, intanto, persevera: la confusione tattica incide sul rendimento di vecchi e nuovi.
Colpe da dividere. Senza dover, però, scegliere chi ha inciso di più. Insieme sul banco dei responsabili. Il lunch match, insomma, è da ricordare solo per il lungo e commovente applauso nel minuto di silenzio per Maria Sensi .

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La Roma, decente per più di un’ora, riscopre la sua fragilità a metà ripresa. Quando Di Francesco fa uscire Florenzi, lucido e pratico, e Pellegrini: dentro Karsdorp, fiacco e svagato, e De Rossi, lento e scontato. Il 4-3-3, riproposto dopo la sbandata di San Siro contro il Milan e senza l’infortunato Pastore, scompare e non si sa perché: ecco il 4-2-3-1, con Cristante trequartista. Fin lì il sistema di gioco, equilibrato e ordinato, non lascia chance al Chievo. Anzì, è efficace.
Nzonzi, in regia, gioca semplice nel fraseggio e di potenza nell’interdizione. Pellegrini è un po’ frenetico. Più continuo Cristante. Gli scudieri del play, comunque, sanno come comportarsi. El Shaarawy, gol a parte, è il migliore del tridente. Dzeko va meglio da rifinitore: suo l’appoggio, dopo controllo acrobatico su invito di Under, per il raddoppio di Cristante. La rete di Birsa, conclusione a giro da fuori. non rovina il piano di Di Francesco: la Roma non sbanda. Almeno fino a quelle sostituzioni. Efficaci, invece, quelle di D’Anna: dal 4-3-2-1 al 4-3-3 per arrivare al 2-2 e il 5-3-2 per difenderlo. Di Francesco giustifica la modifica. Obiettivo: pressing più alto. C’è chi sostiene che abbia provato la formazione per Madrid. Meglio augurarsi che non sia vero.
Il passo indietro è evidente: ultima rimonta subita, partendo dal doppio vantaggio, il 28 agosto 2016, 2-2 a Cagliari e 77 partite fa. Al Chievo riesce dopo 99 gare: 3-3 al Bentegodi proprio contro la Roma, il 6 gennaio 2016.

FONTE   U. TRANI