Giallorossi spreconi e Olsen evita il crac

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Maria Sensi non avrebbe apprezzato. Anzi, sarebbe uscita di sicuro arrabbiata, perché le sarebbe parso inconcepibile vedere la «sua» Roma (che pure le ha dedicato il minuto di silenzio e il lutto al braccio) pareggiare 2-2 contro il Chievo all’Olimpico, dopo essere stata addirittura in vantaggio per 2-0. Eppure è andata proprio così, con i giallorossi che alla fine devono addirittura ringraziare Olsen per aver tolto dall’incrocio il tiro di Giaccherini all’ultimo secondo. Se si fosse materializzato il sorpasso – eccessivo – la cosa avrebbe dato ancor più volume alla contestazione. Invece finisce con un 2-2 stupefacente, santificato dalle reti di El Shaarawy, Cristante, Birsa e Stepinski in una giornata torrida. E se i veronesi, dopo il -3 di penalizzazione, si avvicinano alla luce, la Roma nel finale è caduta nel buio. Non bene in vista del match col Real Madrid.


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SENTENZA FARAONE Eppure la squadra di Di Francesco, ritrovato il prediletto 4-3-3, appare più logica nei movimenti, nonostante il cambio in regia. Con De Rossi fuori in avvio in vista del Bernabeu, al vertice basso del centrocampo c’è Nzonzi che si fa notare per caratteristiche un po’ diverse rispetto al capitano. Il francese è più portato al pressing alto e a tenere poco la palla tra i piedi, mentre l’azzurro ama più giocarla e fa maggior filtro davanti alla difesa. Cosa che non guasterebbe, perché la squadra di D’Anna sceglie di piazzare Birsa e Giaccherini sulla trequarti, pronti a giocare tra le linee, cercando spesso il tiro. La Roma invece domina a lungo le fasce, tant’è che il vantaggio arriva proprio grazie ad un cambio di gioco di Florenzi che innesca El Shaarawy, bravo a beffare Tomovic (10’). I veronesi alzano un po’ il baricentro e, se è vero che nel finale di tempo sfiorano il gol di testa con Stepinski e Birsa, dietro lasciano spazi invitanti, di cui la trimurti Under, Dzeko e Cristante ne approfittano per costruire il raddoppio (30’). Sembra il segnale della doccia anticipata, ma nella ripresa al 7’ Birsa trova l’incrocio dopo una timida chiusura di Jesus e Nzonzi. Con Pellegrini e Under, però, è la Roma a tenere in mano il pallino, finché con l’ingresso di Kardsorp e De Rossi, il tecnico non sceglie di virare sul 4-2-3-1 e mandare Cristante a pressare alto su Radovanovic. Idea giusta, ma applicazione sbagliata, perché D’Anna (col 4-3-3) fa attaccare l’olandese dal neo entrato Loris, che al 38’ innesca il pari, dopo il tocco di Giaccherini e un pasticcio Kolarov-Nzonzi. I giallorossi sotto choc provano a scuotersi, ma El Shaarawy e Dzeko stavolta fanno flop, e buon per la Roma che Olsen pari al 50’. I fischi, però, quelli non può stopparli.

FONTE     
GAZZETTA DELLO SPORT – CECCHINI