Gigi Proietti: «Siamo all’inizio, vietato discutere Di Francesco»

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Tra poche settimane tornerà sugli schermi, intanto Gigi Proietti soffre per la sua Roma: «E chi se lo aspettava di sta’ così già a settembre, sono perplesso». Il famoso tifoso giallorosso ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, commentando questo difficile inizio di stagione. Ecco le sue parole:

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Per cosa è perplesso in particolare?
Certamente non per l’allenatore. Sento che qualcuno, anzi molti, mettono in discussione Eusebio Di Francesco. Ma perché? È una persona che ha dimostrato di essere capace, magari può aver sbagliato qualcosa, ma diamogli fiducia. Sono passate solo tre giornate, come si fa a discuterlo? Davvero, io non lo capisco.

Tre giornate in cui la Roma ha fatto però solo quattro punti e l’entusiasmo estivo, dato anche dalla semifinale di Champions dello scorso anno, sembra non esserci più…
Altra cosa che capisco poco. È come in tv o a teatro: una stagione non è mai uguale alle altre, pensiamo a questa e non a quello che è stato. Anche perché la squadra non è più la stessa della scorsa stagione.
Il mercato giallorosso l’ha convinta?
Sí, Kluivert è spumeggiante, mi piace e lo farei giocare sempre, a Torino ha cambiato la partita e fatto vedere talento. Anche Pastore è forte, ma deve ritrovare ritmo. E quel Nzonzi (testuale, ndc)… Ecco, lui è proprio forte, mi piace.
A Milano però ha sbagliato proprio lui sul gol di Cutrone…
Può capitare. In generale vedo una squadra che soffre tanto in difesa, non ha sicurezze e sbaglia i movimenti.
Può aver influito l’addio di gente come Alisson, Strootman o Nainggolan?
Sono discorsi diversi. Magari la partenza di Kevin può aver lasciato qualche strascico per i tempi in cui è avvenuta, ma certi risvolti psicologici può conoscerli solo chi vive lo spogliatoio da dentro. Invece la partenza di Alisson credo sia stata importante e che la sua assenza si senta.
Sabato anche lui ha fatto una papera con il Liverpool…
Però è uno dei migliori al mondo. Olsen, invece, è ancora un oggetto misterioso. Ma come fai a non dare fiducia anche a lui? Deve ancora conoscere i compagni. Tocca soffrì un po’…
I tifosi sembrano già stanchi…
Lo capisco, è normale. Sembriamo vittime di una sindrome inspiegabile. Perché dobbiamo regalare sempre un tempo? Perché dobbiamo stare tutti in difesa quando abbiamo tanti attaccanti bravi? Dzeko è quello di sempre, no? Davvero, ci sono delle cose che non comprendo. Alla fine, però, non devo capirlo io, ma Di Francesco e chi lavora a Trigoria tutti i giorni. C’è ancora tempo, una squadra che ha ambizioni e bravi giocatori può e deve trovare le soluzioni giuste. Non possiamo mica soffrì così tutto l’anno…
Fonte: Gazzetta dello Sport

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