Capolavoro Dzeko festa giallorossa episodi contestati: Mazzarri espulso

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– Dzeko regala i primi tre punti alla sua Roma con un gol da campione, peraltro giunto sul filo di lana e proprio per questo non rimediabile: per il Toro è un’amara sentenza. Belotti, il suo sfidante diretto, raccoglie solo applausi (i granata sono stati all’altezza, lui meno) di una Maratona inviperita… con la Var. Due pesi e due misure, la denuncia del d.s. Petrachi: «Massa, al Var, dopo averci annullato il gol di Falque per centimetri, avrebbe dovuto richiamare Di Bello per fargli rivedere l’impatto tra Fazio e Falque: chi ha giocato a calcio sa che quando sei per aria basta una spinta minima a farti perdere l’equilibrio». Episodio accaduto al 35’ della ripresa e che ha determinato furibonde proteste di Mazzarri. Espulso.

CAPIAMOCI In effetti alla gente questi «due pesi e due misure» denunciati da Petrachi, come li spieghi? Non si capisce, non si digerisce che il supporto visivo venga azionato a singhiozzo: in un caso sì, in un altro caso no. Per l’appassionato sarebbe «doveroso» andare a rivedere ogni episodio dubbio, contestato, non apparso comunque di chiara interpretazione. Specie nelle due aree. Proprio non si può adeguare la normativa, che pone dei paletti, al comune sentimento di «giustizia»? Materia per Rizzoli & co.

MERITI Intanto i tre punti sono andati alla Roma e non si può gridare allo scandalo. La sfida è stata equilibrata, ha visto le due formazioni alternarsi al comando delle operazioni, però la cronaca dice come Dzeko, prima del magnifico tiro al volo mancino che ha superato l’incolpevole Sirigu (meno esente da rimproveri la marcatura di spalle fatta da Aina), abbia colpito due pali. Il primo di destro e il secondo, nella ripresa, di testa. Un legno, sia pure esterno, lo ha preso anche Kolarov in un primo tempo in cui la Roma ha spinto con maggiore efficacia. Anche Rincon, di destro, ha preso la parte superiore della traversa con Olsen battuto (39’).

OLSEN-BASELLI Il debuttante portiere della Roma si è poi salvato alla men peggio su una rasoiata di Baselli in avvio di ripresa, periodo in cui il Toro si è fatto preferire ai giallorossi (in elegante completo grigio perla). Poi Belotti piazza l’allungo giusto e il suo sinistro è respinto corto da Olsen: in anticipo su Fazio arriva Iago Falque a cercare il tap in di testa. Ma crolla al suolo per il contatto (lieve) col difensore che rinviene alle sue spalle. Qui Mazzarri esplode, Di Bello non chiede lumi alla tv e caccia il tecnico intemperante. Significa che Massa gli aveva detto nel microfono «tutto regolare»? Boh. A proposito di perplessità: ma non si era detto che le azioni riviste alla moviola dagli arbitri sarebbero state mostrate al pubblico? La splendida azione del Toro che aveva portato al gol di Falque, poi cancellato per fuorigioco, non è stata proposta.

PASTORE E KLUIVERT Detto che Mazzarri ha impiegato quasi tutti i nuovi arrivati (Zaza no, è a corto di condizione) ricavandone risposte incoraggianti, gli occhi dei tifosi romanisti erano soprattutto su Pastore, che dovrebbe cancellare in fretta il ricordo di Nainggolan. Qui ha sbagliato un gol agevole su preciso assist di Kluivert, l’elemento che ha invece vivacizzato il finale fino a diventare decisivo con il perfetto cross per il piatto sinistro volante estratto da Dzeko in quel suo repertorio assai vasto, da centravanti di razza, che i romanisti hanno ormai ben in mente. La prima impressione su Pastore, al di là del normale periodo di ambientamento cui ha diritto, è che non possa cantare e portare la croce: se si vuole che inventi gioco bisogna esentarlo dagli obblighi di copertura. Ergo deve fare il trequartista. Ruolo al momento non previsto, però…

FONTE   GAZZETTA – CECERE