DiFra: “Ora la Roma ci crede”

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IL TEMPO – SCHITO – Ripartire con la consapevolezza di poter sognare in grande. La Roma che oggi alle 18 (Sky Sport) si presenterà  all’Olimpico di Torino sarà sì rinnovata negli uomini – 12 gli acquisti estivi al netto delle due cessioni più dolorose, Alisson e Nainggolan – ma forte delle esperienze della passata stagione. La cavalcata che ha portato Dzeko e compagni a giocarsi una semifinale di Champions League ha messo le basi per fa sì che la squadra di Pallottasia in grado di ripetersi negli anni. Quello che indubbiamente andrà migliorato rispetto allo scorso anno sarà il percorso in campionato, troppo altalenante. Di Francesco, dopo un’estate passata a braccetto con la dirigenza per programmare la nuova Roma, avrà il compito di guidare i suoi verso la continuità per poter colmare una mancanza ormai pesante come un macigno: il primo trofeo dell’era Pallotta. 

I Morcheeba cantavano che “Roma non è stata costruita in un giorno”, e il primo mattoncino è quello da mettere stasera: “È cresciuta la consapevolezza e la nostra idea di calcio. Vogliamo partire benissimo – le parole di Eusebio Di Francesco – in questa prima insidiosa trasferta contro il Torino. Non ho intenzione di svelare le mie scelte, sono in difficoltà e questo e un bene, significa che abbiamo messo dentro giocatori che hanno qualità importanti e che hanno avuto la possibilità di allenarsi con continuità in questo periodo”.

Il tecnico ha potuto studiare i nuovi arrivi fin dall’inizio del ritiro giallorosso avendo già le idee chiare, come nel caso di Cristante e Pastore: “Sono entrambi in ottime condizioni, ma sono giocatori con caratteristiche differenti, Bryan è più centrocampista, Pastore più rifinitore. A seconda del gioco che vorró impostare potrebbe essere titolare uno dei due o anche entrambi”. Se non ci sono indicazioni silla formazione, a parte la certezza che ci sarà Olsen a difendere i pali e a raccogliere la pesantissima eredità di Alisson, quello che non cambia sarà il modulo di partenza, Di Francesco si affida al suo consolidato 4-3-3 con la consueta precisazione: “Ho dimostrato di non essere integralista, i sistemi sono dinamici, non parliamo di numeri. Coric mi dà una possibilità in più come esterno alto, vista anche l’assenza di Perotti. Zaniolo ha grandissime potenzialità, ma per lui c’è un importante percorso di crescita da fare considerato che non ha ancora una presenza in serie A. Voglio mettere tanti giocatori in campo, tutti devono essere pronti a giocare titolari, così da poter essere competitivi su tutti i fronti”.

A destare particolare curiosità è l’ultimo arrivato, Steven Nzonzi: “Si è allenato solo una volta con la squadra, non è convocato per questa gara, si deve rimettere in condizione. Ha pochi allenamenti sulle gambe anche con il Siviglia dopo i meritati festeggiamenti per la grande vittoria della Francia al Mondiale. Con De Rossi? Si puó creare un dualismo, ma allo stesso tempo possono anche coesistere per le loro caratteristiche”. Chi invece vede concludersi la sua esperienza in giallorosso è Maxime Gonalons, al passo d’addio dopo un anno senza aver lasciato il segno. Il centrocampista francese sarà l’erede di Nzonzi: è infatti vicinissimo al Siviglia, mancano solo le firme per il suo trasferimento in Andalusia in prestito con diritto di riscatto.

FONTE    IL TEMPO – SCHITO