Di Francesco: “Pastore ha approcciato alla grande. I giovani vanno aspettati”

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Le parole del tecnico romanista: “Ronaldo è un bene per la Serie A. Lavorare a Trigoria è un vantaggio”

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Terzo giorno di allenamenti a Trigoria e terzo appuntamento con l’intervista del mattino. Oggi ad aprire la giornata non è un giocatore, ma il mister Eusebio Di Francesco, che è stato intervistato dai media del club giallorosso. Le sue parole:

Come sta?
Sto bene, ho avuto un piccolo intervento che avrei preferito restasse privato. Non giocherò partitelle con i miei ragazzi, un allenatore che gioca non vede.

Terzo giorno di lavoro. Fin da subito il pallone in campo.
I tempi sono cambiati, il calcio si evolve e la cosa più importante è la palla. Giochiamo per quella, senza trascurare la parte fisica. In passato si usava di meno, ora avviciniamo i ragazzi subito alla palla cercando di non fare allenamenti troppo lunghi per non far diventare tutto troppo neuro muscolare.

Si lavora con il 90% della rosa.
E’ un bel vantaggio. Il fatto che conoscono il mio lavoro l’adattamento è più facile. A Pinzolo avevo tanti ragazzi giovani ma siamo andati negli Stati Uniti senza aver fatto allenamenti. Così è tutto più facile.

Monchi ha detto che gli fa piacere vedere lavorare Di Francesco con così tanta voglia cercando di lottare per cose importanti. La stima quanto è importante?
Fa piacere, lavoriamo in simbiosi. La sintonia è cresciuta, abbiamo valutato le persone prima di tutto negli acquisti, poi il calciatore. Prima di tutto grande disponibilità e grande senso del sacrificio. E’ importante il senso di appartenenza, qualcuno che sta qua da più tempo già ce l’ha. In questo lavoro si deve amare la maglia che si indossa e serve grande disponibilità in tutti i momenti, anche quelli negativi.

E’ stato inserito tanto estro in questa squadra.
La nostra volontà era inserire giocatori con qualità tecniche, ma poi bisogna portarli a lavorare bene e questo si basa sul nostro metodo, dando continuità agli allenamenti. Importante avere le due cose insieme, per essere competitivi si deve lavorare bene nelle due fasi.

Oltre ai vari Kluivert e Coric, sono stati inseriti tanti giocatori con grande stazza fisica. Una scelta fatta a tavolino?
Guardate la semifinale di ieri, la fisicità è importante. Unità a tecnica e cervello aiuta.

Essere a Trigoria con quasi tutta la rosa al completo è un vantaggio che in campo si avverte?
Lavorare in una struttura che già conosci con tutto a disposizione, si ha maggior tempo per preparare le cose. Tutti conoscono le situazioni, la struttura è cresciuta tanto, specialmente nell’ultimo periodo. Un peccato non avere i tifosi a contatto e per questo abbiamo deciso di dedicargli un paio di allenamenti. La scelta è stata dettata per lavorare meglio, poi faremo una tournée lunga.

Ronaldo alla Juve?
E’ un valore aggiunto per il campionato. Si esporta il marchio della Serie A in tutto il mondo, quando giocheremo contro di lui dovremo stare più attenti perché è uno che trova il gol con facilità.

Di Francesco amava faticare, è quello che vuole trasmettere?
Secondo me non fanno niente, stanno lavorando il giusto. Cerchiamo più la qualità che la quantità. Devo trasferire il concetto di squadra corta e compatta e lo faccio standogli addosso.

Ha in mente dei cambiamenti?
I principi devono restare gli stessi, il fatto che potrò spostare qualcuno è un problema più degli altri. E’ tutto relativo, ma sono discorsi che si fanno per far parlare tutti. Il discorso importante è avere continuità, non si deve cambiare troppo.

Le qualità di Pastore.
Si deve allenare bene e conquistarsi la maglia da titolare. Abbiamo tanti elementi, so quale può essere la squadra ideale per me. Il Flaco deve giocare e allenarsi con continuità e lui l’ha capito, ha grande disponibilità, mi piace come ha approcciato. Ha qualità che possono fare male agli avversari.

Fondamentale il lavoro che si fa qui.
Le partite non si preparano il giorno prima, si preparano durante la settimana. Il ritiro è fondamentale, specialmente i primi giorni. Qualcuno è più affaticato degli altri, mi interessa portare la squadra alla condizione ottimale per l’inizio del campionato.

Ha più soddisfazione nel plasmare un giovane o nel lavorare con uno come Pastore?
I giovani sono “puliti” hanno meno passato e conoscenze alle spalle e mi facilita il lavoro, mi permette di dare basi importanti. C’è chi lavora con l’uomo e chi con la palla, se sei abituato in un certo modo devi cercare di portare le tue idee per lavorare in un certo modo. I giovani hanno pro e contro. L’esempio è Under che ha fatto fatica a uscire ma poi ha fatto cose importanti.

Spesso cambiano tutte le abitudini. Lei si dà un tempo per l’adattamento?
Si deve avere pazienza, siamo frettolosi in questo mondo. A volte riesce con qualcuno a volte meno. I giovani vanno accompagnati nella crescita, dobbiamo fargli capire che tutto quello che li circonda lascia il tempo che trova.

Cosa vuole dire ai tifosi?
Mi auguro sia un anno stimolante, loro sono il 12esimo uomo in campo, abbiamo bisogno del loro sostegno e sono convinto che lo faranno. Sta a noi poi sempre trascinarli.

FONTE  ROMATV