Parte la Roma, nel segno di Di Francesco

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CORRIERE DELLA SERA – PIACENTINI – Nel segno di Eusebio. Il ritiro che parte ufficialmente oggi, è ad immagine e somiglianza del tecnico abruzzese, che nella sua prima stagione alla guida della squadra giallorossa si è guadagnato un’apertura di credito totale (e il prolungamento del contratto) da parte della società.

Che infatti lo ha accontentato in tutte le sue richieste: dal ritiro più lungo, per questo la scelta di farlo a Trigoria in un ambiente «confortevole» e conosciuto dove tutte le attrezzature e i campi sono quelli di tutti i giorni; fino al mercato, con la necessità di avere una rosa più lunga con almeno due calciatori a disposizione per ogni ruolo.

Il tutto in grande sintonia con il d.s. Monchi, che dopo poco più di un anno di apprendistato si è preso la Roma. Sono loro due, Di Francesco e Monchi, gli uomini forti della gestione sportiva, e a volte, come ha ricordato in più di un’occasione il d.s., sembrano una persona sola per come condividono ogni singola scelta. Sono loro che ci stanno mettendo la faccia, sia quando si tratta di andare a prendere a Fiumicino il già contestato (e non si capisce perché) Davide Santon, sia quando bisogna mettere sul mercato Radja Nainggolan, idolo indiscusso della tifoseria che – se fosse dipeso da lui – non si sarebbe mai mosso dalla Capitale. «La cessione di Nainggolan è stata una scelta – ha detto recentemente il d.s. – che fa parte del mio lavoro. Io l’ho fatta e ci metto sempre la faccia».

Se Monchi e Di Francesco sono i leader fuori dal campo, non mancano tra i calciatori quelli in grado di far fare un’ulteriore salto di qualità ad una squadra che lo scorso anno ha sfiorato la finale di Champions League, e capaci di guidare i tanti giovani che sono arrivati: i vari Kluivert (19 anni), Bianda (18), Coric (21), ma anche Cristante (23), Karsdorp (23), Schick (22) e Cengiz (20) potranno continuare a crescere al fianco di gente come Kolarov e Fazio (hanno rinunciato entrambi a qualche giorno di ferie dopo il Mondiale e arriveranno prima della partenza per la tournée americana), Manolas, Alisson (se rimarrà), Strootman e Dzeko. Il nuovo arrivato Pastore dovrà metterci quella qualità che a volte è mancata lo scorso anno, mentre De Rossi è l’ideale prosecuzione in campo delle idee di Di Francesco e Monchi: se i dirigenti sono la mente, lui è il braccio, impreziosito dalla fascia di capitano che porterà per il secondo anno consecutivo da «titolare».

Quella che inizia oggi è la sua diciottesima stagione in giallorosso, è diventato «maggiorenne» e oltre ad essere una chioccia, per entrare ancora di più nella storia della società ha bisogno di alzare un trofeo più pesante rispetto alle due Coppe Italia e alla Supercoppa italiana vinti finora. Di tempo a disposizione non ne rimane poi così tanto, anche se probabilmente né Monchi né Di Francesco si opporranno al prolungamento fino al 2020 del suo contratto.

Poi De Rossi potrà lasciare la fascia al suo successore, che potrebbe però non essere Florenzi. Lui e Alisson (in vacanza dopo il Mondiale finito ai quarti col Brasile) sono le due spine del ritiro che parte oggi: tra quaranta giorni, la prima di campionato potrebbero giocarla con una maglia diversa da quella della Roma.

fonte     CORRIERE DELLA SERA – PIACENTINI