Simone Valente: «Atti legittimi, lo Stadio va realizzato»

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Il responsabile sport M5S ribadisce che «la magistratura si è già espressa. Utilità pubblica tutelata: serve, nell’interesse di Roma e del Pubblico

È ripartita ieri l’ennesima settimana di febbrile attesa per le sorti dello stadio della Roma. Una settimana che si preannuncia senza particolari colpi di scena. Del resto abbiamo già, e più volte, scritto come l’inchiesta Rinascimento portata avanti dalla Procura di Roma non riguardi lo stadio, e che anzi non abbia evidenziato finora alcuna criticità che possa riguardare l’iter burocratico-amministrativo sin qui svolto. Ma è altrettanto evidente che in qualche modo le sorti di Luca Parnasi e della sua Eurnova (ancora proprietari dei terreni di Tor di Valle e promotori del progetto insieme alla Roma) siano legate, almeno per quel che riguarda i tempi, al destino dell’impianto giallorosso. E quindi l’inchiesta va avanti: con i ritmi della giustizia italiana, ma va avanti. E un primo banco di prova è atteso a breve. In queste ore infatti è prevista la decisione del Tribunale del Riesame sulla richiesta di scarcerazione dei cinque collaboratori di Parnasi ancora in carcere. Si tratta di Gianluca Talone, Simone Contasta, Giulio Mangosi e Nabor Zaffiri. Ognuno per le proprie competenze è indiziato di far parte di quell’organizzazione criminale supposta dal pm Zuin e dall’aggiunto Ielo, capace di costruire (proprio sulla credibilità e visibilità fornita dal progetto Tor di Valle, e non finalizzata a questo) una rete di rapporti con i vertici delle istituzioni cittadine, regionali e nazionali.

La procura aspetta

Qualora il Tribunale dovesse decidere per la scarcerazione di anche uno solo dei cinque, sarebbe un duro colpo per la Procura, che vedrebbe in qualche modo messo in discussione l’impianto accusatorio. Si tratta ovviamente solo di supposizioni. Anche perché le notizie che arrivano da Piazzale Clodio fanno pensare che la magistratura sia di tutt’altro parere. Da sottolineare in questo senso le parole con cui il gip Maria Paola Tomaselli ha confermato il provvedimento di restrizione per l’avvocato ed ex Presidente di Acea, Luca Lanzalone, reo di aver «dimostrato spregiudicatezza e pervicacia nell’asservire la propria pubblica funzione al privato». L’avvocato poi (contrariamente al braccio di destro di Parnasi, Luca Caporilli, che per questo è ora ai domiciliari) avrebbe fornito «giustificazioni inverosimili e sempre contraddette da prove schiaccianti, in sede di interrogatorio di garanzia ha reso dichiarazioni non solo del tutto svincolate, ma anche contrastanti con i dati probatori acquisiti». Una posizione critica quindi, che indebolisce la difesa degli accusati e rafforza le posizioni della Procura. Sul fronte politico invece resta ferma la volontà di portare avanti il progetto. In questa direzione vanno le parole di Simone Valente, sottosegretario al ministero per i Rapporti con il Parlamento e responsabile Sport del M5S. «La magistratura ha già detto due volte che gli atti sono legittimi – ha affermato il sottosegretario – l’amministrazione e i proponenti hanno fatto uno sforzo importante per tutelare l’utilità pubblica dell’opera e al tempo stesso ridurre le cubature. Penso che per il bene di Roma, del Paese e del nostro calcio, questo stadio debba realizzarsi».

FONTE     A. DE ANGELIS

 

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