Mirante e la Roma, perché il calcio può sorprendere anche a 35 anni

screenshot_2018-06-23-12-42-56_11755341555.jpg

– “Antonio, ti vuole la Roma”. “Ma dici sul serio Silvano?”. E’ così immaginiamo, essere andata, un po’ romanzando, la chiacchierata tra Antonio Mirante e Silvano Martina, procuratore del portiere ormai ex Bologna, nel momento in cui il procuratore ha esposto al ragazzo la possibilità di trasferirsi alla Roma. Le si leggano bene queste parole, non si parla di un miracolo né tantomeno di un miracolato, Antonio Mirante è uno che di campi da calcio ne ha calcati. Non è forse neanche giusto chiamarlo ragazzo, ma bensì Signore. Signore perché a 35 anni sei maturo, sei un portiere fatto e finito, nel bello e nel cattivo tempo. Lo stupore non è quindi dato dal livello tecnico del calciatore, quanto dalla sua stessa storia. Classe ’83, 34 anni appunto ed una carriera passata in quella che in Italia viene definito “il calcio secondario”.Squadre di Serie A, questo sì, ma mai di vertice. Giovanili importanti, quelle della Juve e poi a frasi le ossa traCrotone e Siena. Qui la parabola di Mirante in un certo senso cambia, da giovane portiere dal futuro brillante, ecco che la presenza in porta della Juve di Buffon, non può far altro che portare Antonio verso altri lidi, quelli della Sampdoria. Due stagioni fatte bene tra i pali blucerchiati ed arriva la chiamata del Parma; in Emilia dal 2009 al 2015 ed un susseguirsi di sensazioni che variano come variano le stagioni. Vittorie, sconfitte, cadute e risalite e poi Mirante, come tutti i suoi compagni dell’epoca, conosce il vero fallimento. Quello della società. E’ ultimo posto in classifica a fine stagione ma è il male minore. Non c’è stipendio, non c’è motivazione, c’è solo il caos. Il Parma viene dichiarto fallito ed è la Serie D. Antonio all’alba dei 32 anni è costretto a reinventarsi per l’ennesima volta. Sceglie di non spostarsi troppo da Parma e per lui si aprono i pali del Bologna. Sicurezza, questa continua a trasmettere, come in qualsiasi squadra abbia giocato prima e dopo tre stagioni ecco la chiamata a sorpresa, quella della Roma. Nell’affare rientra Skorupski, uno di quelli che sembra rivivere la situazione di Mirante con circa dieci anni di ritardo. All’epoca a spingere Antonio lontano dalla Juve fu Buffon, ora dietro la decisone di Skorupski di lasciare la Roma c’è Alisson, o nel caso di partenza di questo, un altro portiere comunque ritenuto il numero uno dalla dirigenza giallorossa, a differenza del’estremo difensore polacco.E così per un Lukasz che saluta, c’è un Antonio che arriva. Perché a quasi 35 anni (8 luglio 1983 ndr) il calcio riesce ancora a sorprendere e regalare una nuova fermata, inaspettata per tutti, la Roma.

FONTE    INSIDEROMA.COM – S.BENEDETTI