Stadio fermo, l’attesa sarà lunga

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– Innanzitutto, per la premessa: l’inchiesta «Rinascimento», già ribattezzata «Stadio capitale», non è chiusa, tutt’altro. Gli inquirenti annunciano nuove carte, da depositare al Tribunale del Riesame. Ci sono centinaia di pagine coperte da omissis, che non sappiamo cosa contengano. Gli interrogatori di garanzia vanno ancora completati, seguiranno le richieste di convalida degli arresti e quelle difensive di scarcerazione. Nel frattempo, vanno interrogati gli altri indagati, a cominciare dal presidente del Coni Giovanni Malagò. Insomma, è innanzitutto questo iter, non quello del dossier stadio, che andrà avanti.

Nel merito della verifica sugli atti prodotti dalle amministrazioni fino a questo punto, che gli uffici tecnici del Comune starebbero già passando al setaccio, la sola vicenda del vincolo prima posto poi archiviato sulla tribuna del vecchio ippodromo – per cui sono indagati un sovrintendente e il capo legislativo del Mibact –, presenta troppe zone d’ombra che il prosieguo dell’indagine, prima ancora della verifica dei funzionari comunali, dovrà chiarire. Da questo punto di vista, l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori, pure lui finito nel frullatore delle intercettazioni (ma non è indagato), è stato chiaro: «Le cose si devono fare nel modo corretto, niente errori». Si riferiva proprio alla possibilità che l’iter del dossier Tor di Valle potesse ripartire in tempi brevi, sottoponendo la delibera sulla variante al parere dell’assemblea capitolina.

Intanto, altro elemento non trascurabile, bisognerà capire se e con chi Eurnova rinnoverà i propri vertici. I pm non hanno chiesto l’interdizione per Parnasi e soci, perciò ci vorrà un’assemblea dei soci per trovare un nuovo rappresentante o, se non lo individuasse, chiedere al Tribunale di nominare un curatore. Altro capitolo: Parnasi era sul punto di cedere il terreno di Tor di Valle per 200 milioni, ma chi li tira fuori oggi?.

FONTE    LA GAZZETTA DELLO SPORT