Nainggolan: “Mio padre mi ha abbandonato, poi chiedeva soldi. Lavoravamo per i suoi debiti”

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Radja Nainggolan continua a far parlare. Ieri è uscita una prima anticipazione dell’intervista integrale rilasciata alla tv belga VTM, che lo ha seguito per un anno intero, aprendo anche le porte della sua casa di Ostia. Tra i tanti temi toccati c’è anche quello di aver avuto un’adolescenza difficile. “Eravamo in tre a casa. Mio padre era sparito e mia madre doveva pagare i suoi debiti” dice il centrocampista giallorosso. “Guadagnava 1300 euro lavorando dieci ore al giorno, mangiavo le stesse cose anche tre volte a settimana e succedeva che per un mese potevamo restare senza elettricità”.

Poi arriva il momento di trasferirsi in Italia, ma Nainggolan è costretto a lasciare la scuola. “Non ho potuto fare altrimenti – racconta il belga – Dopo sei mesi volevo tornare indietro, ma mio fratello mi ha convinto a continuare e a restare. A Pescara guadagnavo 1400 euro al mese, riuscivo a mandare 500 euro a mia madre per aiutarla”. Il rapporto con il padre, però, non si ricompose mai. “Sono andato in Indonesia quattro anni fa. Volevo dargli un’altra possibilità, volevo perdonarlo, ma mi ha voltato le spalle chiedendomi dei soldi “.

Sul Mondiale: “Non andarci è un colpo davvero duro per me, perché ne ho già saltato uno – racconta il Ninja -. Dopo la mia carriera non voglio avere niente a che fare con il mondo del calcio, ci sono troppi leccaculo. Io dico quello che penso, quello che sento. Questo è il mio problema, ma sarà sempre così”.