Gandini: “Stagione straordinaria, ora la Roma è tra le protagoniste del calcio europeo”

Parla l’a.d. giallorosso: “Il percorso di crescita passa attraverso il miglioramento della prestazione sportiva, l’incremento dei ricavi e la pianificazione del nuovo stadio”

 

La stagione è appena finita, ma in casa Roma si pensa già al futuro. L’amministratore delegato Umberto Gandini ha rilasciato un’intervista all’emittente ufficiale del club giallorosso sul lungo cammino della squadra in Champions League, ma anche per parlare della nuova formula della competizione europea, la prima che vedrà 4 squadre italiane qualificate direttamente alla fase a gironi. Ecco le sue dichiarazioni:

“Questa stagione per la Roma è stata straordinaria, abbiamo messo un punto fermo su quello che è la Roma nel panorama del calcio europeo e mondiale. Siamo definitivamente considerati tra i protagonisti del calcio europeo, soprattutto per via del percorso che abbiamo fatto a livello internazionale. Il fatto di poter credere in un progetto, di aver avuto la prova che quello che è stato fatto negli anni passati sta arrivando a maturazione, è stato tutto legittimo e pianificato. Abbiamo dato delle prove durante la stagione, in particolare lo statement di aver eliminato il Barcellona in quel modo nei quarti di finale, è stato un messaggio che a livello mondiale ha avuto una risonanza pazzesca”.

“Indubbiamente siamo arrivati molto vicini a qualificarci ad una finale che sarebbe stata veramente una cosa storica. Una semifinale che si chiude con un risultato globale di 7-6 evidentemente è stata molto equilibrata. Dall’altra parte c’è l’orgoglio di essere arrivati fino in semifinale, l’orgoglio di aver mostrato al mondo che siamo una realtà in costante crescita. E sottolineo questo: una realtà. È la cosa più importante”.

 

“La Roma è cresciuta tantissimo in questo periodo. Da parte del presidente Pallotta, l’arrivo di Monchi è stata una dimostrazione chiarissima della volontà di continuare a crescere, di fare calcio in un certo modo per restare stabilmente tra i protagonisti. È cresciuta molto l’azienda dal punto di vista commerciale, è migliorata tutta la parte relativa ai media. Siamo in grado di comunicare e offriamo alle aziende che scelgono di lavorare con noi una piattaforma importante e globale che interessa moltissime aree della comunicazione, non soltanto quella sportiva”.

“Sono molto curioso di vedere come sarà la Champions League ’18-19, già di partenza, in base ai risultati sportivi e quindi alla nuova formula, abbiamo potenzialmente le 19 migliori squadre d’Europa già qualificate. Le prime 4 di Inghilterra, Germania, Italia e Spagna, più le prime 3 francesi. Già 19 su 32 sono molto forti. Credo che quasi tutti i gironi avranno almeno 3 squadre che competeranno per qualificarsi. Poi ci saranno le mine vaganti della quarta fascia. Quest’anno, ad esempio, ci sarà l’Inter, un cliente che nessuna delle grandi vorrebbe trovare in una fase a gironi, soprattutto con questa nuova formula”.

“Il VAR ha cambiato il modo di seguire il calcio in Italia e nei Paesi in cui è stato applicato. A maggior ragione lo cambierà ancora di più dopo il Mondiale. È una via di non ritorno, è una cosa che, come tutte le innovazioni che sono state messe nel corso degli anni nel calcio, poi diventa indispensabile. Indubbiamente c’è un problema di formazione e quindi numerico. Un conto è avere un numero di arbitri sufficiente che hanno fatto esperienza sul VAR per un campionato del mondo, che dura 5-6 settimane con un numero abbastanza limitato di partite, e un altro è pensare di farlo in una competizione come la Champions League, anche soltanto nella fase a gruppi, o, come si vocifera, dalla fase a eliminazione diretta ’18-19, avendo soltanto 4 o 5 Paesi che l’hanno sperimentato. È solo una questione di tempo: spero e mi auguro che ci sia la possibilità di accelerare, soprattutto dopo il Mondiale, per avere il VAR già nella fase a eliminazione diretta della Champions ’18-19. Se così non fosse, è una certezza che la Champions della stagione ’19-20 avrà il VAR dall’inizio”.

“La Roma oggi deve consolidarsi in questo ruolo di squadra guida a livello nazionale in assoluto, ma anche a livello europeo. Costruire e rafforzare tutto quello che ha costruito nella stagione ’17-18, e dall’altra parte continuare questo percorso di crescita, un percorso che passa attraverso il miglioramento della prestazione sportiva, attraverso l’incremento dei ricavi commerciali grazie ai risultati sportivi e attraverso la pianificazione strategica di quello che sarà il più grande impianto del Sud Europea da qui a 3 anni massimo, ovvero la costruzione del nuovo stadio e tutto quello che ne consegue”.