Da Goicoechea a Karius, quando gli errori segnano una carriera

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Tutti, sì proprio tutti, o quantomeno tutti i tifosi della Roma ieri sera avranno fatto un tuffo indietro nel passato rispensando ad uno di quei giocatori che in maglia giallorossa di certo non si è contraddistinto per delle grandi prestazioni: Mauro Goicoechea. Il malcapitato della finale diCampions League stavolta arriva direttamente dalla Germania, Loris Karius. Fisico imponente, tatuaggi in vista, biondo, insomma, uno di quelli che ultimamente è apparso più sulle pagine rosa che su quelle dei giornali calcistici. “Il punto debole del Liverpool” si diceva prima di ieri sera  e ad esser sinceri i segnali che questo avvertimento fosse fondato lo avevamo avuto già all’andata delle semifinali di Champions League quando ancora sullo 0-0, ad Anfield, un tiro apparentemente innocuo di Kolarov, quasi si insaccava dietro le spalle dell’estremo difensore dei reds, dopo una “parata” di quelle da far drizzare i capelli. In quell’occasione fu salvato dalla traversa ma ieri a salvarlo non c’è stato nulla. Prima il passaggio a porta vuota a Benzema, poi una sorta di bagher pallavolistico venuto male per il gol finale di Gareth Bale ed ecco che l’incubo diventa realtà. Il Real Madrid alza al cielo di Kiev la 13° Champions League della propria storia e una bella fetta gliela serve su di un piatto d’argento lo stesso Karius, propiziatore vero e proprio del primo e terzo gol dei blancos. Finisce in lacrime la serata del portiere, con una maglia alzata fino agli occhi per cercare di coprire il cocente dispiacere. Poi il bel gesto, questo sì. Di nuovo con il volto solcato dalle lacrime Karius si dirige sotto la fetta di pubblico deireds chiedendo scusa. I suoi tifosi lo capiscono ed ecco che piovono gli applausi. Una serata che il ragazzo, come tutti gli appasionati di calcio, non dimenticheranno mai. Errori troppo palesi e troppo importanti per passare in secondo piano e molto probabilmente una carriera di un giocatore che da ieri cambierà totalmente. Non convocato ai mondiali e con addosso i dubbi di molti che già nel corso della stagione si erano chiesti: “Ma perché il Liverpool ha puntato su di lui?”.

UN DEJA’ VU – Un déjà vu e tutto a tinte giallorosse. Mauro Goicoechea si diceva prima. Qualsiasi tifoso dellaRoma ieri sera vedendo la goffagine di Karius non avrà potuto fare a meno di tornare con la testa alla stagione 2012/13, cominciata in panchina con l’allenatore Zdenek Zeman che un po’ a sorpresa chiede alla dirigenza un portiere di fatto sconosciuto proveniente dagli uruguagi del Danubio, appunto Mauro Goicoechea. Il resto è storia, probabilmente negli ultimi dieci anni una delle stagioni più problematiche dalle parti di Trigoria. DiGoicoechea rimane ben poco se non le grandi papere. Con la Lazio in campionato, un tiro su punizione dalla lunga distanza di Candreva si insacca dopo una sorta di gesto pallavolistico dell’estremo difensore. Poi con ilCagliari il pezzo clou, cross senza pretese verso l’aria di rigore romanista ed ecco che Goicoechea si insacca il pallone nella sua porta. I sardi sbancano l’Olimpico e Zeman viene esonerato. Quella è inoltre la notte in cuiGoicoechea saluta di fatto la Roma ed anche il grande calcio. A fine stagione neanche a dirlo non viene riscattato e fa ritorno in patria al Danubio. Poi le sue tracce si perdono tra i campi della periferia calcistica. Prima in Romania all’Otelul Galati, poi in Portogallo con l’Arouca ed ora in Francia con il Tolosa, dove il classe ’88 di Montevideo guarda dalla panchina le parate del nuovo talento francese Alban Lafont, sul quale si stanno indirizzando le attenzioni di mezza Europa. Una carriera segnata dagli errori alla Roma, rimasti negli occhi di molti. A Karius si può solo augurare che dopo le papere di ieri sera, il ragazzo trovi la forza e il modo per rimettere in carreggiata la propria carriera che sicuramente rimarrà segnata da quanto accaduto nella finale diChampions League.

FONTE      INSIDEROMA.COM – L. CARUSO