Seconde squadre sì!

Fabbricini trova l’accordo con Gravina e Tommasi: giocheranno in C, spazio ai migliori giovani italiani

 

Nel giorno in cui il commissario federale Roberto Fabbricini strappa l’ok di Gabriele Gravina e Damiano Tommasi al varo delle seconde squadre in Serie C già dalla stagione calcistica 2018-19 (la Figc dovrebbe ufficializzarlo oggi), la rivista 11 pubblica una lunga intervista al suo vice, Alessandro Costacurta, con un passaggio sul tema assai tranchant: “Le seconde squadre partono subito e approfitteranno del blocco dei ripescaggi”, dichiara senza mezzi termini l’ex milanista.

I  ripescaggi non saranno bloccati (del resto c’è una sentenza del Collegio di garanzia del Coni che lo vieterebbe), ma vi potranno aderire innanzitutto le seconde squadre. Con questa graduatoria: il primo posto libero spetterà alla seconda squadra di A, il secondo alla squadra di C, il terzo alla qualificata dai playoff di D, il quarto di nuovo alla A, eccetera… Con 56 squadre e 4 posti liberi in Serie C, restando il format a 60, significa che già nella stagione in arrivo, come minimo, anche se tutte le società attuali dovessero ottenere l’iscrizione (impresa titanica), sbarcheranno due seconde squadre. Con quali criteri verranno scelte? Da oggi la Figc si metterà al lavoro per la pubblicazione, in tempi brevi, di un bando con i requisiti richiesti. Tra i club già pronti, vengono citati Juventus, Milan, Inter, Atalanta, Napoli, Roma e Fiorentina.

Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, le seconde squadre potranno essere promosse e andare a giocare in B (a patto che la prima squadra non sia scesa dalla A). E potranno anche formalmente retrocedere, ma non giocare in Serie D, dove i calciatori perderebbero lo status di professionisti. E quindi? Si è stabilito che le retrocesse finiranno in coda alla graduatoria dei successivi ripescaggi, presumibilmente saltando un giro.

Requisiti richiesti ai calciatori. La trattativa con l’Aic di Tommasi ha fissato alcuni paletti. Quello più significativo costringerà le seconde squadre a schierare giocatori tesserati da almeno 7 anni in Italia. Questo, unito all’obbligo di mandare in campo solo atleti in età convocabile per l’Under 21, con l’eccezione di 3 Over, di fatto riempirà le seconde squadre di ragazzi italiani (con un inevitabile ricasco sul livello della Primavera).

FONTE      (V. Piccioni – A. Catapano)