C’è un disperato bisogno di Var

L’Uefa prende tempo ma potrebbe pensarci per le coppe 2018-2019

 

Le due semifinali di Champions, sfregiate dai torti subiti da Bayern Monaco e Roma, hanno riproposto con forza il quesito: è accettabile disputare la massima competizione europea per club senza l’aiuto tecnologico agli arbitri? Visto gli enormi interessi economici sul piatto è impensabile che la qualificazione sia decisa da una svista facilmente cancellabile con la moviola. A maggior ragione se a giugno – riporta “La Gazzetta dello Sport” – vedremo il primo Mondiale con la tecnologia, mentre, dopo Serie A e Bundesliga, da agosto anche altri grandi tornei (Liga e Ligue 1 su tutti) avranno la Var.

Ma l’Uefa perché è contraria alla tecnologia? È una “gelosia” politica?

Potrebbe sembrare così a un’analisi superficiale, visto che due anni fa la Fifa di Gianni Infantino decise di intraprendere la strada della novità tecnologica, mentre l’Uefa scelse di continuare nel solco degli arbitri addizionali, quelli piazzati sulla linea di fondo, ideati da Platini. In realtà Ceferin, successore di Roi Michel, con un discorso forse un po’ ondivago e soprattutto Pierluigi Collina, designatore Uefa, hanno spiegato che nessuno a Nyon è contro la tecnologia.

Cosa ha detto Collina?

Il viareggino è pure il capo della Commissione arbitri Fifa, la carica più alta prevista. E con questo ruolo andrà al Mondiale, quindi inserirlo nel partito anti Var è un paradosso. Collina ha ricordato lo scorso marzo, quando l’Ifab diede il via libera definitivo all’uso delle tecnologia, che l’Uefa in questo momento non è pronta per introdurre la Var. Molti arbitri di piccole federazioni non sanno neppure come funziona.

Ma è così complicato preparare gli arbitri alla Var per Champions ed Europa League?

Non è così semplice: i due tornei iniziano con i preliminari a luglio e si concludono a maggio. In mezzo ci sono tantissime partite e avere la copertura Var su ogni stadio richiede soldi e arbitri ben preparati, altrimenti si rischia un flop pericoloso.

Insomma, niente Var in Champions ed Europa League neppure nel ‘18-19?

I gravi errori commessi in Champions ed Europa League potrebbero aver lasciato il segno e forse si potrebbe arrivare a un compromesso: presentare un progetto all’Ifab che prevede un lavoro di preparazione sugli arbitri nei prossimi mesi, con raduni Uefa mirati alla tecnologia, per poi aprire alla Var dalle gare a eliminazione diretta. Senza dimenticare Euro 2020: sarebbe davvero un insuccesso disputarlo senza tecnologia ben due anni dopo il Mondiale.

Quindi come finirà?

La verità è che gli errori ci sono sempre stati, la differenza è rappresentata dalla Var: ora che c’è e si è toccato con mano la sua utilità (specie in Italia), si fa fatica a farne a meno. La tecnologia non elimina tutti i problemi e le sviste. Di sicuro, però, aiuta parecchio. Ecco perché l’Uefa dovrebbe fare tutti gli sforzi possibili per introdurla. La speranza è che accada già dal prossimo anno.

FONTE             (F. Ceniti)