Chi non ci crede, resti a casa

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INSIDEROMA.COM – MASSIMO DE CARIDI – La Roma perde 5-2 a Liverpool nel match d’andata dellasemifinale di Champions League rischiando anche una sconfitta più larga. Salah era l’incubo peggiore e 2 gol e 3 assist sono la dimostrazione che in questo momento è tra i primi 3 al mondo senza ombra di dubbio. Eppure, la prima grande occasione da gol l’hanno avuta i giallorossi con Kolarov che tira dal limite dell’area eKarius riesce a smanacciare fortunosamente sulla traversa. Da lì in poi il buio. Quando Manè parte in contropiede e solo davanti ad Alisson spara alto, la formazione di Di Francesco invece di avvertire quello come un campanello d’allarme, si sfalda. Il “gegenpressing” di Klopp diventa un’arma micidiale se messo a disposizione di un ispiratissimo egiziano che segna 2 reti in 9’. La prima nasce dal fallo su Strootman non segnalato ma poi l’ex di turno si inventa una rete da sogno: tiro a giro all’incrocio sul palo opposto. Chapeau. La seconda marcatura, però, è tutta colpa della Roma. I giallorossi tentano la via del pareggio ma sono scoperti dietro e quando riparte il Liverpool (il cronometro segnava già il 45’), Manolas perde un contrasto in maniera banale per mancanza di convinzione e così Salah parte in contropiede e lì non lo fermi neanche se metti Vettel sulla Ferrari ad inseguirlo. Peccato aver chiuso il primo tempo sul 2-0 anche se la traversa di Lovren e le tante occasioni create dai Reds dicono che il punteggio è stato legittimato. La ripresa comincia ancora peggio: entra Schick al posto di Under ma la sostanza non cambia. Quando il pallone è sui piedi di Salah, si vede il terrore sui volti dei giocatori della Roma. L’ex giallorosso entra in area 2 volte in pochi minuti e serve 2 cioccolatini per Manè prima e Firmino poi ed il 4-0 è servito. A quel punto, Di Francesco si decide a cambiare modulo, togliendo un inadeguato Juan Jesus (chiedergli da marcare Salah nell’1 contro 1 è stato oggettivamente troppo) ed entra Perotti ma il tecnico abruzzese decide anche di inserire Gonalons per De Rossi, anche il numero 16 sottotono ma il francese farà subito peggio. Prima regala un corner per un errato retropassaggio e sugli sviluppi, si perdeFirmino che di testa segna la rete del 5-0 e fa doppietta anche lui. Ovviamente, anche qui, assist di Salah. One man show come spesso gli capita in questa stagione, il classe ’92 è arrivato a 43 reti stagionale di cui 31 in Premier League ed 11 Champions. In piena lotta per la Scarpa d’oro ed attualmente ha scavalcato anche Cristiano Ronaldo come miglior bomber dei 5 maggiori campionati europei (Coppe comprese). Numeri da capogiro per quello che a Roma molti tifosi chiamavano “sciupone l’africano”. A questo punto del match, in tanti avranno ripensato alle notti più tristi della storia della Roma: da Manchester a Barcellona o la sconfitta interna con il Bayern Monaco di Guardiola. Klopp, invece, decide di far uscire proprio l’egiziano e poco dopo anche Firmino e la gara cambia completamente. Il Liverpool arretra e dà coraggio alla Roma, che trova prima la rete della bandiera, chiaramente con Edin Dzeko che approfitta di un bel lancio e dello svarione di Lovren, stoppa e tira in piena area di rigore senza dare scampo all’estremo difensore dei Reds. Poco dopo, èNainggolan che tira a botta sicura dal limite dell’area ma Milner interviene col braccio largo e provoca il calcio di rigore. Sul dischetto, torna Perotti dopo aver lasciato l’incarico ad altri in precedenza per qualche errore e la suatrasformazione è perfetta. Palla all’incrocio dei pali da una parte e Karius dall’altra. Il match non è ancora terminato ed i giallorossi provano ad accorciare ancora di più le distanze ma un paio di tentativi finiscono comodamente tra le braccia del portiere di casa. L’ultima emozione la regala ancora il centravanti bosniaco che da 25 metri tenta un tiro di sinistro che si abbassa pericolosamente ma si spegne comunque al di sopra della traversa che avrebbe potuto sorprendere il numero 1 dei Reds. Tante ed alcune anche giustificate critiche al trainer giallorosso ed ai calciatori ma la frase più bella l’ha detto proprio Di Francesco: “Chi non ci crede, se ne resti a casa tra una settimana”. Questa squadra ha regalato un sogno bellissimo a tutti i suoi tifosi compiendo un miracolo sportivo battendo 3-0 una squadra che per molti è in crisi ma che non aveva e tuttora non ha mai perso in nessuna competizione se non quel giorno. Il tanto criticato Messi è a quota 40 gol stagionali di cui 29 in campionato, il suo Barcellona si accinge a vincere la Liga che ha condotto da inizio stagione e ha già vinto la coppa del Re. Insomma, numeri alla mano, non proprio un’annata da dimenticare per loro. Eppure, la Roma è riuscita a batterli ed anche largamente. Non sarà facile ripetere l’impresa, quella fu una gara perfetta, in un clima perfetto e con un’adrenalina spaventosa ed in più (che non guasta), tutti riuscirono a dare più del 100%. Difficile pensare che Salah resti a secco così come tutto il resto della sua squadra ma la Roma è ancora viva nella massima competizione europea a 90’ dalla finale di Kiev. Perché non provarci? Perché non credere che possa esistere un momento nella storia di questo club in cui i pianeti si siano per una volta allineati nel modo giusto? Se poi non sarà andata come sperato, solo applausi per chi ha fatto vivere una stagione europea così bella con le vittorie con Chelsea e blaugrana, il passaggio del girone di ferro da primi in classifica e che non ha mollato neanche quando tutto sembrava finito. In altre annate, una partita del genere sarebbe terminata 6 o 7 a 0 al massimo ad 1, come purtroppo è già successo. Stavolta no, stavolta dove non è arrivata la tattica, la tecnica, è arrivato il cuore, la determinazione e la convinzione che sì, ci possiamo stare e per qualche motivo dobbiamo alzare bandiera bianca? Testa al Chievo, perché sabato sarà fondamentale portare a casa i 3 punti per mantenere la terza posizione perché questa stagione in Champions non torni ad esser un episodio ma diventi una costante. Poi, da domenica si penserà nuovamente a Salah, Manè, Firmino e tutti gli altri per sperare, credere e combattere per un sogno e per provare, per una volta, ad infrangere quello degli altri e viverne uno proprio.

FONTE     INSIDEROMA.COM – MASSIMO DE CARIDI