Francesca Ceci

Cala il sipario sull’avventura in giallorosso di Edin #Dzeko. Era arrivato tra gli applausi, accolto come un re a Fiumicino. Lui che riprendeva quell’accoglienza con il telefonino, il padre che stringeva mani ai tifosi. Sembrava l’inizio di una bella storia.

Oggi se ne va tra tristezza e rimpianti. Anzi, non se ne va. Lo hanno mandato via perchè la verità è che lui a Roma sarebbe rimasto più che volentieri. E nessuno più di lui se lo meritava. I suoi gol ci hanno tenuto in piedi. Sempre i suoi gol ci hanno portato in #Champions. Quella Champions che, beffa del destino, una volta sbarcato alla corte di Conte non potrà giocare.

Un campione #esemplare. Mai una parola fuori posto. Ha saputo anche prendersi le critiche (dote rarissima in un mondo di “sotuttoio”), a volte giuste, rispondendo sempre e solo sul campo, lavorando sodo e a testa bassa. Mai una polemica, sempre e solo quel sorriso discreto e un po’ timido stampato sulla faccia.

Caro #Edin, dopo l’addio di #Totti, per me con te se ne va un altro pezzo di calcio romantico, fatto di gente perbene. Ma la gente perbene, ahimè, va sempre meno di moda. Nella vita come nel calcio. 
E vi confesso che a me questo calcio piace sempre meno pronto a barattare #sentimenti e #identità, ormai pieni di polvere, sull’altare per voi sacro dei #bilanci.

Best of luck #Edin e grazie.

“Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore 
a quella gente consumata nel farsi dar retta 
un amore così lungo 
tu non darglielo in fretta”