Eusebio, Europa style….

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In Champions si è vista la mano dell’allenatore, che ha fatto crescere la squadra partita dopo partita. E ancora non è al top

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Di Francesco per non essere sminuito nel confronto con i celebrati (e anche rimpianti) predecessori, ha già in cassaforte un record. Nessuno nella storia della Roma in Champions, come evidenzia Ugo Trani su Il Messaggero, scritta nelle sue 10 partecipazioni alla fase a gironi più da umiliazioni che da imprese, era riuscito a conservare l’imbattibilità fino alla terza giornata.

E’ vero che i 5 punti non sono il massimo (nel 2006/2007, con Spalletti, in panchina, fuorno 6: 2 vittorie e 1 ko), ma per ora bastano per restare dietro alla squadra di Conte e staccare di 3 quella di Simeone.

La Champions, di solito, esalta le big.Ora, nella capitale, scatena la Roma. Merito di Di Francesco. Entrambe le prestazioni contro le due grandi del gruppo C hanno certificato quanto la sua impronta sia già ben riconoscibile nel dna della squadra.

A Londra è scesa in campo proprio la sua Roma. Non negli interpreti, considerando il numero dei titolari assenti tra infortunati e panchinari. Nell’Idea, mai così chiara e inequivocabile nello sviluppo del match. Che potrebbe diventare la Partita.

Così è sbocciata la prestazione più bella e significativa da quando Di Francesco è sulla panchina giallorossa. Con i suoi concetti quasi estremizzati: la linea difensiva alta, il baricentro spostato nella metà campo avversaria, la superiorità nel possesso palla, la rapidità nella verticalizzazione, l’uso ripetuto delle corsie, il pressing di squadra e non del singolo. Il gioco e il collettivo a esaltare i solisti e non il contrario. La via migliore per entrare in Europa da protagonista. E davanti a Conte che, per sua ammissione, sbaglia la preparazione del match, mettendo il sesto difensore, David Luiz, a centrocampo. Eusebio si limita a lanciare Gerson, alla prima da titolare in Champions. A destra, perché fisicamente adatto al duello con Alonso. Al resto hanno pensato Kolarov e Dzeko.

FONTE  UGO TRANI  IL MESSAGGERO

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