FRANCESCA BRIENZA

#ROMAINTER

Prima all’Olimpico senza la rassicurante presenza di Totti in mezzo ai suoi compagni.
Prima all’Olimpico di Eusebio Di Francesco. Attendersi una “partita strana” era davvero il minimo sindacale, specie per le varie rivincite personali che c’erano in campo (!!).
Non si poteva certo prevedere, tuttavia, che sarebbe maturata una sconfitta così sonora dopo che la Roma aveva tenuto le redini del gioco nelle proprie mani per più di 60 minuti, aveva segnato per prima, preso tre maledetti pali e, per non farsi mancare nulla, recriminato per un rigore su Perotti non concesso perché il VAR, per oscure ragioni, non è stato applicato. Sinceramente, quando l’arbitro ha fischiato la fine del match sull’1-3 sembrava di essere su “Scherzi a parte”. Appellarsi alla sfortuna, nel calcio, è considerato un ripiego da perdenti, ma ci sono casi in cui parlare di “vittorie fortunose” è l’unico modo per spiegare un risultato tanto bugiardo.
Il numero di goal fatti non sempre racconta una partita, e leggere dopo questa vittoria all’Olimpico (sono passati ben dieci anni dall’ultima volta che i nerazzurri lo espugnarono) che nell’Inter è in atto una grande rivoluzione, fa sorridere. Per non dire ridere proprio.
Siamo solo alla seconda di campionato e, con tutta la sportività di questo mondo, l’unico ricordo nitido dell’avversario di ieri ha un nome ed un cognome: Mauro Icardi.
Oltre a lui, di nerazzurro, si è visto ben poco. Per il resto, una bella Roma che lavora nella direzione giusta. Tempo al tempo.

Ps. Per quanto tempo ancora si dovrà sentir parlare di Tottiani e Romanisti? Dopo 25 anni insieme è piuttosto chiaro che la Roma e Totti siano una cosa sola.FB_IMG_1496785228441